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Revolutionary Girls – Donne disegnate da donne

In  occasione  della  Giornata  Internazionale  della  Donna,  l’Istituto  Italiano  di  Cultura  di Copenaghen presenta “Revolutionary Girls – Donne disegnate da donne”, una mostra virtuale dedicata ad alcuni dei personaggi femminili più rivoluzionari del fumetto italiano.

Dal 22 febbraio al 19 marzo, sui profili  Facebook  e  Instagram dell’Istituto, immagini, testi  e  interviste  accompagneranno  lettrici  e  lettori  in  un  viaggio  alla  scoperta  delle protagoniste italiane della nona arte.  Da più di cento anni, il fumetto è una delle presenze costanti nelle edicole e nelle librerie d’Italia.  Inizialmente  pubblicati  per  il  divertimento  dei  bambini,  i  fumetti  hanno  presto cominciato a rivolgersi anche al pubblico adulto, attraverso i linguaggi della satira, del giallo o del reportage e nella forma di graphic novel, webcomic, lavori seriali e autoproduzioni.

Da sempre, le donne sono state presenti nel fumetto italiano, in veste di direttrici di riviste, autrici  e  promotrici. Già  nel  1908,  Paola Lombroso fonda  il  Corriere dei  Piccoli, primo settimanale  italiano  dedicato  al  fumetto,  mentre  negli  anni  Quaranta  esordisce  Lina Buffolente, prima donna a occuparsi di fumetti in Italia e che per cinquant'anni lavorerà per alcuni dei principali editori di fumetti italiani. Nel 1962 sono due donne, Angela e Luciana Giussani, a creare uno dei personaggi più iconici del fumetto italiano, Diabolik, precursore del  genere  noir  in  Italia  e  fenomeno  di  costume  studiato  da  sociologi  ed  esperti  di comunicazione. In tempi più recenti, negli anni Ottanta, Fulvia Serra arriva alla direzione della  storica  rivista  linus,  primo  mensile  italiano  dedicato  esclusivamente  ai  fumetti. Tuttavia, spesso le donne si  sono trovate in netta minoranza. Ancora oggi, secondo una recente indagine del gruppo di ricerca MeFu – Mestieri del Fumetto, le fumettiste sono appena il 25,4% degli autori in attività. Poche non vuol dire però silenziose: le donne del fumetto sanno farsi sentire, sia come autrici che come personaggi.

“Revolutionary Girls. Donne  disegnate  da  donne”  è  una  mostra  virtuale  dedicata  alla scoperta  di  alcuni  dei  personaggi  femminili  più  rivoluzionari  della  nona  arte,  scritti  e disegnati  dalle  principali  fumettiste  italiane.  Protagoniste  sono  sia  le  autrici,  presentate attraverso  post  e  interviste  video,  sia  i  personaggi  delle  opere  selezionate,  che  hanno contribuito a raccontare lo spirito della loro epoca e a definire il genere del fumetto in Italia. Bambine, pensatrici, artiste, scienziate, esistite realmente o frutto della fantasia delle loro creatrici, tutte le “revolutionary girls” sono accomunate da un carattere appassionato, ribelle e spesso rivoluzionario.

Dal  22  febbraio  al  19  marzo  sui  profili  social  Facebook  e  Instagram  dell’Istituto  di Copenaghen,  verranno  presentati  i  fumetti  di  autrici  quali  Sara  Colaone,  che  insieme  a Francesco Satta e Luca De Santis ha realizzato “Leda”, graphic novel dedicata alla scrittrice anarchica Leda Rafanelli; Vanna Vinci, che ne “La Casati. La musa egoista” ripercorre la vita della celebre nobildonna e mecenate italiana; Silvia Rocchi, interprete dei versi di Alda Merini attraverso disegni e parole; Ilaria Ferramosca e Chiara Abastanotti, che insieme hanno raccontato la storia della coraggiosa Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa dalla 'ndrangheta; Silvia Ziche, che in “…e noi dove eravamo?” ha riportato le assenze e le conquiste delle donne nei secoli passati. Accanto a loro, verrà inoltre presentato il progetto collettivo  di  Comics  &  Science  (con  il  numero  disegnato  da  Alice  Milani  e  Claudia Flandoli),  dedicato  alle  più  grandi  menti  matematiche  femminili,  e  la  recente  biografia a fumetti  di  Roberta  Balestrucci  Fancellu  e  Laura  Vivacqua,  dedicata  all'astrofisica Margherita Hack. Non mancheranno poi personaggi femminili “di finzione”, come la celebre Bambina Filosofica di Vanna Vinci, oppure Valentina Mela Verde e la Stefi disegnate da Grazia Nidasio, introdotta a sua volta dall’autrice ed editrice Laura Scarpa, che racconterà come è cambiato il fumetto italiano dagli anni Settanta agli anni Duemila.