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Newton – Il sacerdote della natura

Newton – Il sacerdote della natura

Isaac Newton nasce il 25 dicembre 1642. Sono anni di fermento politico e religioso e la guerra civile appena scoppiata vede contrapposti i sostenitori di re Carlo I e quelli del Parlamento, impegnato a difendere i propri diritti. Gli scontri iniziano ad attenuarsi nel 1649, con la decapitazione del re. Nei dieci anni successivi è Oliver Cromwell a governare l’Inghilterra e “una rigorosa disciplina morale viene imposta al popolo”. In seguito alla morte del padre di Isaac, la madre Hannah si sposa con Barnabas Smith, un chierico benestante. Il bambino ha appena tre anni e viene mandato a vivere con i nonni Smith; la separazione dalla madre e il cambiamento d’ambiente gettano le basi della sua frustrazione e minano irrimediabilmente i rapporti familiari. Nel 1653, con la morte del patrigno, Isaac eredita i suoi oltre duecento libri di teologia. Il periodo che va dal 1630 al 1660 è un momento storico di enorme cambiamento dal punto di vista religioso e inevitabilmente condiziona la sfera politica e sociale del paese. Il contrasto tra papisti e puritani è forte, ed è nel Lincolnshire roccaforte dei puritani che Isaac trascorre l’infanzia e forma il suo pensiero. Nel 1655 inizia a frequentare la Free Grammar School di Grantham ed è ospite nella casa del farmacista William Clarke. In quel periodo si dice che il ragazzino “riempiva le pareti di disegni di animali e aveva trasformato la propria stanza in una gigantesca meridiana”. Quando la madre lo richiama a sé nel 1659, affinché inizi a occuparsi degli “affari di famiglia”, i contrasti si accentuano. Isaac fugge spesso per tornare dai Clarke e leggere in tranquillità i tomi del fratello di William, i cui argomenti spaziano dall’astronomia alla fisica, dalla botanica alla matematica. A supportare Isaac nei suoi studi e giustificarlo di fronte all’insofferenza materna si fanno avanti altre due figure formidabili: Humphrey Babington, rettore a Boothby Pagnell, protettore del ragazzo al Trinity College di Cambridge (Isaac inizia a frequentare il college nel 1661) e Henry Stokes, i cui sforzi in ambito educativo “erano improntati alla pietà religiosa”. Quando Isaac inizia a frequentare il Trinity, in piena epoca di Restaurazione (Carlo II è salito al trono nel 1660), la sua devozione religiosa è molto forte, influenzata dal culto presbiteriano di Grantham, infarcita di puritanesimo e grande senso del peccato. La disciplina e il rigore a cui è predisposto vanno inevitabilmente a riversarsi nei suoi studi, determinandone l’approccio e la metodologia…

Il mostruoso lavoro di ricerca e analisi di Rob Iliffe, oggi professore all’università di Oxford, che conduce alla stesura di questo volume ha inizio nella primavera del 1986, quando mette mano alla sua tesi di dottorato. Oltre trent’anni di dedizione per portare a termine, nel modo più lucido e completo possibile, la biografia di una delle figure più complesse, celebri e significative della storia umana: Isaac Newton. Persino le date di nascita e morte dello scienziato sono ambigue. In base al calendario giuliano Isaac nasce la notte di Natale del 1642 (lui stesso indica questa data), ma secondo il calendario gregoriano, adoperato unicamente nei paesi cattolici, la data di nascita è il 4 gennaio 1643. Per quanto riguarda la sua morte, per le medesime ragioni, le date indicate sono: il 20 marzo 1726 e il 31 marzo 1727. Iliffe attinge a documenti di vario genere, una moltitudine di ore passate a leggere microfilm, imparare a decifrare la scrittura di Newton e il contenuto spesso astruso. La svolta nei decenni successivi, con la digitalizzazione del materiale disponibile, oggi accessibile a chiunque con un click, grazie alla creazione del Newton Project (http://www.newtonproject.ox.ac.uk/) e ai suoi oltre cinquanta collaboratori, di cui lo stesso Iliffe è stato direttore operativo dal 1998 al 2015, come ricorda nei ringraziamenti del volume. La personalità di Newton viene scandagliata alla luce dei suoi scritti, delle testimonianze lasciate da chi lo ha conosciuto. Iliffe riporta e distingue con cura fatti e dati accertati, ma non manca di raccontare anche storie e leggende legate allo scienziato, aneddoti e storielle utili a evidenziarne manie e debolezze. La disciplina e il rigore naturali, affinati durante gli studi al Trinity college, andranno a riversarsi negli studi, esperimenti e ricerche. Il suo puritanesimo, frutto dell’educazione ricevuta e del contesto storico, unito agli studi portati avanti dal 1670 sui testi biblici spingono Newton a un forte anticattolicesimo e a considerare i cattolici dei degenerati. La colpa ai suoi occhi è tutta degli eventi successivi al Concilio di Nicea (325) e di Atanasio, promotore di tale perversione. Schivo, insofferente alle critiche, Newton evita il contraddittorio con altri scienziati, frustrato all’idea di dover spiegare ciò che per lui è chiaro. Il contrasto tra figura pubblica e privata, la sua indole più umana, suscettibile, fragile sono messe in luce nel testo, che offre una ricchissima sezione finale di note, un’interessante sezione fotografica e una corposa biografia – grazie alla preziosa curatela di Franco Giudice che dirige la collana dedicata alle biografie –, per chi desidera continuare ad approfondire la lettura della vita e degli studi di colui che, tra erudizione, polemiche e scoperte, è senza dubbio da considerarsi, come cita il titolo del libro, “il sacerdote della natura”.