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Nicole

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“Chiedo un ufficiale medico e mi mandano una donna!. Ho stretto i denti. Quante altre volte avrei dovuto ascoltare la stessa frase?”. In realtà non è stata una scelta di Nicole quella di andare in guerra, ma l’errore non è stato commesso da lei: allo scoppio della Prima Guerra mondiale ha ricevuto la chiamata alle armi perché un funzionario, credendo che il suo nome fosse Gerard, l’ha scambiata per un uomo. Ma anziché farsi esonerare, Nicole Girard-Mangim accetta ciò che il destino ha scelto per lei e mette a disposizione dell’esercito francese la sua professionalità. Il primo ospedale a cui viene assegnata è a Verdun, uno dei luoghi in cui sono state combattute le battaglie più sanguinose e crudeli del conflitto. Nicole assolve sempre i suoi doveri con estrema lucidità e professionalità, ma non abbandona mai il lato umano e per questo, più di una volta, rischia la vita per salvare più soldati possibili. La sua migliore amica è Dun, un pastore tedesco adottato durante la sua permanenza a Verdun, che non la perde mai di vista, la protegge e la seguirà durante tutti gli spostamenti. Dopo Verdun, Nicole viene spostata in altri ospedali e ci andrà personalmente, guidando la sua ambulanza, incontrando altre donne e soprattutto uomini che la saluteranno sempre nello stesso modo: “Chiedo un ufficiale medico e mi mandano una donna!”. È un lavoro difficile quello di Nicole, costantemente messa in discussione perché donna, continuamente mal vista nonostante la professionalità e il grado che ricopre. Ma la guerra è fatta anche dalle donne: che ricuciono i feriti, sollevano i morali, mandano avanti le famiglie e prendono il posto degli uomini partiti per il fronte…

Sono tante le donne che, durante la Prima Guerra mondiale, si offrono volontarie per entrare a far parte della Croce Rossa, tante quelle che hanno incrociato il percorso di Nicole. Tra queste Marie Curie, che ha percorso miglia di chilometri tra un ospedale militare e l’altro a bordo delle Petit Curie, delle unità mobili radiologiche in grado di fare radiologie ai feriti e di prestare cure più mirate, diminuendo notevolmente i decessi e le menomazioni post-operatorie. Una storia ricca, avventurosa e piena di coraggio quella della dottoressa Nicole Girad-Mangim, che merita di essere conosciuta. Una scrittura ricca di descrizioni, sia negli avvenimenti che nei luoghi. Sul sito dell’autrice francese Virginia Gasull è possibile trovare un blog dedicato al libro, con degli approfondimenti storici e geografici suddivisi per tematiche.