Il giardino cinese della nobile Kwei-Li

Il giardino cinese della nobile Kwei Li
Alla fine del '800, Kwei-li, diciotto anni, scrive al marito, funzionario cinese di alto rango in viaggio con il suo signore, il principe Chung. Tra le belle pareti del palazzo immerso nella natura, con giardini segreti e cortili privati, contornata da uno stuolo di servitori, sente che niente vale la pena di essere gustato senza la presenza del suo amato. Riferisce che durante il giorno finge di essere in sua compagnia, si chiede continuamente se lui sarebbe contento dei suoi comportamenti, lo mette al corrente di ogni piccolo e grande avvenimento, gli confida, con grande rispetto, i contrasti e le difficoltà di relazione con la suocera. Racconti di ordinaria vita quotidiana, tra sete fruscianti e piedi fasciati. Kwei-li, con la tipica pazienza orientale, riesce a ottenere la fiducia " dell'onorevole madre", raggiunge  con  lei l'intimità e la confidenza necessarie per ...
Elizabeth Cooper ha raccolto le lettere scritte tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento dalla nobile Kwei-li al marito e alla suocera; le ha fatte pubblicare per la prima volta nel 1914, dalla casa editrice Stokes, corredate dalle preziose tavole fotografiche di Donald Mennie, di cui questa edizione è purtroppo priva. Sono seguite nuove edizioni e  varie ristampe dell'epistolario, apprezzato per l'eleganza e la semplicità di stile che portano immediatamente a contatto con la cultura cinese del tempo, vista attraverso gli occhi di una donna che viveva all'ombra del padre prima, del marito dopo e infine, anche dei figli. Una cultura distante dalla mentalità occidentale, con cui in quegli anni era d'obbligo confrontarsi. La signora Cooper non dice niente di più di quello che Kwei-li stessa racconta nelle lettere, dalle quali affiorano la sua resistenza al cambiamento, l'abbandono progressivo del suo mondo, la tenacia nel sostenere l'utilità e la forza di alcuni aspetti della tradizione cinese, le diffidenze e l'ineluttabile adeguamento alle novità occidentali, l'effetto vivificante dell'incontro con il libro del Dio straniero. Sono lettere tenere e poetiche, traboccanti di bellissime immagini, con tracce inconfondibili dell'insegnamento del poeta Ling-Wing-pu, con il quale Kwei-li aveva studiato insieme ai fratelli, grazie al  permesso dal padre Chaih-li, illuminato e stimato vicerè. Utile e piacevole lettura per chi fosse interessato a conoscere di prima mano l'impatto provocato dall'incontro tra la civiltà millenaria cinese e la mentalità occidentale, nel delicato processo che ha portato la caduta della corte mancese e la successiva nascita della Repubblica popolare cinese.

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