Fratelli

Fratelli
Berlino Est, 1960. A guardarli da fuori, quei due giovani ragazzi dalle mani intrecciate, lui che le cinge la vita, lei con il rossetto rosso, sembrano davvero una coppia. E Uli e Betsy effettivamente lo sono una coppia, ma di fratelli. Betsy, è una pittrice, che ha aderito a un kombinat e lavora in fabbrica. Uli è un ingegnere navale deluso dalla DDR, da un sistema opprimente, burocratico, che, a suo dire, ha distrutto gli ideali dei giovani. “Vado all'Ovest, ad Amburgo. Dopodomani”: è un giorno di Pasqua, e Uli comunica la sua decisione alla sorella. Prima di lui, anche l'altro fratello maggiore, Konrad, era fuggito dalla Germania dell'Est. Ma Konrad era sempre stato diverso da loro: “un uomo che si fa largo a gomitate” lo descrive Betsy, impegnata in un doloroso ma necessario lavoro di rimozione. Ma Uli, Uli no... 
Il romanzo si apre e si chiude sullo stesso scenario: la resa dei conti tra Uli e Joachim (il fidanzato di Betsy, eroe positivo del romanzo, fatto accorrere in un estremo tentativo di convincere Uli a restare). Lo stile della Reimann, con i continui flashback, riempe di ricordi le pagine, a ripercorre gli anni trascorsi, perché quando ci capita un evento inatteso e doloroso siamo sempre costretti ad andare a ritroso con la memoria, a ripassare dialoghi, ricostruire espressioni, alla ricerca di qualcosa, un indizio, una spiegazione, a quello che ci sembra altrimenti inspiegabile. A Betsy, inspiegabile sembra la scelta di suo fratello di partire, tradendo la DDR, i loro genitori, il suo passato, che si spinge fino alle fiabe di Andersen lette insieme stretti l'uno all'altra, alle notti in cantina mentre fuori i cacciabombardieri sorvolavano la città, agli scarponi da sci da indossare a turno, perché due paia di scarpe pesanti per la neve non c'erano. Inspiegabile è soprattutto il tradimento di una storia privata, perché Uli non vuole abbandonare la causa, ma andarsene dalla gente che vede guidare il suo paese (“Non ho mai dubitato, nemmeno nei momenti più neri, che il mondo del futuro sarà un mondo comunista”, le dirà il giorno prima di quello deciso per la partenza). Amica di Christa Wolf, il cui nome viene richiamato in ogni biografia della Reimann in virtù dell'amicizia fra le due scrittrici testimoniata da un ricco scambio epistolare, la Reimann scrive questo romanzo nel 1963, scegliendo di ambientarlo nell'anno precedente all'abominio del muro, e dimostrandoci come questo esistesse già all'interno delle famiglie, a spaccare ferocemente anche le unioni più profonde.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER