Gabo

Gabo
Gabriel García Márquez, sua moglie Mercedes ed i loro bambini Gonzalo e Rodrigo sono diretti alle spiagge di Acapulco per una breve vacanza. I bambini vogliono sapere se andranno a raccogliere conchiglie ed il padre risponde che raccoglieranno addirittura un galeone sommerso. È durante questo tragitto di strada che Gabriel ha l’illuminazione che gli cambierà la vita. Mentre è concentrato sulla guida sente solo i bambini mormorare ed inizia a pensare tra sé e sé ad una vecchia storia che aveva iniziato anni prima ed a cui non aveva mai saputo trovare un inizio. In quel momento gli torna alla mente suo nonno, il colonnello Nicolás Ricardo Márquez, il giorno in cui, nel paesino di Aracataca, lo aveva portato a vedere un prodigio, o meglio, “lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”...
Una citazione da Cent’anni di solitudine, proprio perché nelle prime pagine di Gabo si assiste al nascita del celebre incipit del libro che valse a Márquez il Nobel per la Letteratura nel 1982. In realtà, tutta la graphic novel di Pantoja ripercorre la genesi di Cien años de soledad e ne ricostruisce passo dopo passo gli elementi germinali più importanti, insieme alla vita dello stesso Márquez, dalla vecchia casa di Aracataca fino ai suoi trascorsi europei ed al suo incontro con Fidel Castro nella Cuba del 1959. Pantoja, come scrive nella postfazione, è ben consapevole che questa non è la prima né sarà l’ultima delle biografie su Gabriel García Márquez. Sua intenzione dichiarata, però, è quella di rievocare attraverso determinate immagini non solo i momenti salienti della vita dell’autore, ma anche quelle piccole vicissitudini che contribuirono alla nascita del suo capolavoro e di ciò che un giorno prenderà il nome di realismo magico. A coadiuvare Pantoja si alternano quattro illustratori diversi che però non differiscono troppo nel tratto, lasciando un’uniformità grafica a tutto il volume. Gabo (sottotitolo Gabriel García Márquez - Memorie di una vita magica) è dunque un lavoro sul tempo e sulla memoria. Tutta la narrazione è una operazione biografica che connette presente e passato in un unicum quasi circolare intorno al Márquez bambino di Aracataca e quello adulto sul palco del Nobel.

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