Di regine, di sante e di streghe

Di regine, di sante e di streghe
Alzi la mano chi, all’udire “medioevo”, non immagina storie di un mondo triste e cupo, poco illuminato dai bagliori della ragione, sepolto nella bruttura della violenza, popolato da uomini vittime della loro stessa ignoranza, più inclini a guardare le cose dell’aldilà, che a vivere e interpretare il proprio tempo. Per molti, l’età di mezzo coincide con il tempo “in cui dio si è preso una vacanza” - per dirla con le parole di dio, alias Morgan Freeman, nel film Una settimana da dio – ma in fondo, il lungo periodo storico, che va dal 476 d.C. al 1492, è un’epoca caratterizzata da fasi socio-politiche e culturali assai diverse e nel corso della quale, ci si imbatte sorprendentemente nella nascita della scuola della logica, della “Scolastica”, delle Università. Ad appesantire i pregiudizi storiografici concorrono anche talune definizione: Georges Duby, uno dei maggiori studiosi del periodo medievale, usa il termine “medioevo maschio”, ad indicare quanto la supremazia maschile abbia segnato quei mille anni. Qualcuno vorrebbe provare a smentire Duby? Neanche per sogno…
Tuttavia non è vano né insignificante il tentativo della “storica di genere” Susanna Berti Franceschi di spostare l’occhio di bue sull’altra metà del cielo medievale, per rischiararlo un po’ e provare a conoscerne le costellazioni in rosa: esiste, infatti, un medioevo femmina. In altre parole, secondo la Berti Franceshi, in nessun altro momento prima di allora si ritrova “un pensiero femminile così forte ed una tale capacità delle donne di affermarsi e definirsi nella politica e nella cultura”. Considerando le donne che per ruolo sociale potevano - e possono in ogni tempo - avere accesso al potere, il medioevo è il periodo storico in cui il mondo femminile ha dato prova delle più abili capacità di gestione del potere, è il tempo in cui non poche donne hanno avuto la possibilità di autodeterminarsi e di incidere in modo significativo nella storia: chi l’avrebbe mai detto? Nell’agile volume edito dalla Elmi’s World, l’autrice traccia in modo sintetico e accattivante, le storie di oltre venti donne e senza addentrarsi mai troppo nelle biografie, indica quel tanto che basta ad incuriosire il lettore, al quale vengono forniti i punti di rèpere per una ricerca più approfondita. La struttura del libro prevede una suddivisione dei personaggi femminili presentati in tre categorie, dai confini assai sfumati in verità, ma di sicuro effetto nel rievocare l’atmosfera medievale: ci sono le regine, ovvero, donne nobili, che occupavano i più alti gradini della scala sociale, le sante, ossia, mistiche e dotte letterate e le streghe, coraggiose e intraprendenti, guaritrici, esperte nelle arti mediche, perseguitate dalla Santa Inquisizione e da un assurdo bigottismo religioso, che chissà quale minaccia intravedeva - e intravede ancora – nelle esponenti del genere femminile capaci di leggere, di scrivere e nientemeno che… di pensare in modo autonomo e “differente”. Tra le storie di donne del medioevo, si ritrovano personaggi a metà tra la realtà storica e la leggenda, come la regina Ginevra di Camelot, donne che hanno segnato il proprio tempo, come Matilde Von Tuszien, meglio conosciuta come Matilde di Canossa, contessa e poi regina, che dominò per lungo tempo sola e incontrastata, su un territorio vastissimo e a rischio di instabilità, data la sua posizione di cuscinetto tra i possedimenti dell’imperatore e lo stato pontificio. Tra le sante, viene riferita la storia di Margherita Porete, grande mistica speculativa, un’intellettuale, di più, una spina nel fianco per la Chiesa, un’eretica e, pertanto, degna del rogo, al pari delle “streghe”. Sorprende la storia di Ildegarda di Bingen, una vera opinion leader, la prima donna medico, antesignana della moderna fitoterapia, anticipatrice di molte posizioni della psicoanalisi, della psicosomatica e della più moderna medicina di genere. E infine, nel gruppo delle streghe, troviamo l’incredibile e triste storia di Bellezza Orsini, di Crezia Mariani, di Azzurrina, al secolo, Guendalina Malatesta: accusate di partecipare a orge col demonio, erano in verità, donne intelligenti e autodeterminate, affrancate dal potere maschile. Di certo, una buona ragione per arrostire a fuoco lento una strega!

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