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Non ho sonno

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La piccola protagonista di questa storia arriva di corsa, con un vestitino viola, i capelli al vento e le braccia alzate, sospesa su un lungo filo di lana azzurra. È talmente felice ed eccitata che ha le guance tutte rosse e chiama a gran voce la mamma: vuole giocare con lei, perché insieme fanno sempre dei giochi bellissimi. Come costruire delle torri altissime, che buttano a terra per poi ricominciare tutto da capo. Si diverte molto la bambina, non smetterebbe mai di giocare con la mamma, ma è sera ed è ora di andare a dormire. L'energia della piccola però è ancora tanta e a chiudere gli occhi non ci pensa nemmeno, come fare allora? Per fortuna la mamma ha la soluzione e con una scatola di matite colorate e dei fogli piano piano l'agitazione lascia spazio alla calma, la frenesia si trasforma in immaginazione, le parole in magiche storie che si abbassano fino a diventare sussurri. Le palpebre si fanno pesanti e il sonno finalmente arriva...

“Qual è il segreto per far prendere sonno anche ai bambini più agitati? Divertirsi con la mamma, giocando con i colori e con le storie. Perché l'arte e la bellezza danno pace e serenità”. Quando arriva il momento di andare a dormire i bambini trovano energie nascoste per fare qualsiasi cosa e obbligano i genitori ad inventare stratagemmi, impartire ordini e minacce per cercare di ristabilire la calma, con il risultato, a volte, di seminare nervosismo in tutta la famiglia. Arianna Techel, mamma ed educatrice, racconta come, attraverso un'attività semplice come il disegno, si possa riuscire a calmare anche i bambini più energici. La sera, il buio, il dover dormire da soli, possono essere motivo di ansia e paura che il bambino trasforma in esuberanza e vivacità e quindi in mancanza di sonno. Il disegno, il contatto con il genitore (mamma o papà), il dialogo, lo aiutano ad esternare e a trasformare questi disagi in disegni, linee e forme colorate. Il groviglio delle emozioni che prova la protagonista della storia, Arianna Techel lo rappresenta con un filo di lana azzurra che accompagna la bambina attraverso le pagine e, nel momento in cui l'energia è tanta (la bambina stessa si rende conto di essere un vero caos in certi momenti), la matassa si attorciglia intorno a lei, finché non arrivano le matite colorate e tutto si scioglie. Oltre al filo azzurro, pochi elementi identificano la prima parte delle illustrazioni della storia, tutte su fondo bianco: la bambina con il vestitino viola, il filo azzurro e alcuni particolari della mamma. Poi nella seconda parte le pagine si riempiono di macchie, di buffi personaggi e colori che nascono dall'immaginazione della protagonista. Solo alla fine il lettore potrà scoprire cosa stava disegnando la bambina... Il testo, viola come il vestito della protagonista, utilizza il carattere TestMe Sans 02, studiato per facilitare la lettura.