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Non svegliarti

Non svegliarti

Alex Taylor è un medico di 29 anni, stimata e bella, fidanzata con Patrick, affascinante veterinario. Si sveglia. Non ricorda assolutamente di essersi stesa per riposare un attimo su una barella vuota. Quando lavori al pronto soccorso a volte capita, ma capisce immediatamente che no, non è così. I rumori intorno a lei, quelli che l’hanno svegliata, sono quelli di una sala operatoria in attività e appena tenta di muoversi capisce di essere legata a un tavolo operatorio. Cerca di capire ma la mente urla “Pericolo!”. Poi, abbassando gli occhi, Alex vede che è coperta da un telo operatorio e le si insinua il dubbio di aver avuto un incidente. Con la memoria torna agli ultimi ricordi che ha: era nel parcheggio dell’ospedale, con un abito svolazzante e le scarpe rosa, stava andando ad un appuntamento con Patrick e si è svegliata lì. Sì, è palese che ha avuto un incidente nel parcheggio e adesso stanno per operarla o hanno appena finito. Patrick sarà sicuramente fuori dalla porta, in attesa di notizie. Con lo sguardo riesce a cogliere il camice di un chirurgo e nonostante l’inquietudine ancora la attanagli, chiama cercando di attirare la sua attenzione. È anche arrabbiata, non si lascia un paziente a svegliarsi da solo e ancora in posizione operatoria. La figura vestita da chirurgo si avvicina, non riesce a vederne il volto, la luce sopra il tavolo è ancora accesa e troppo forte per vedere qualcosa in più di una forma umana. Convinta di parlare con un collega chiede di essere messa al corrente delle sue condizioni, La voce che le risponde, metallica e distorta come se arrivasse da un altoparlante è già inquietante, ma mai come le parole che pronuncia: “Non ti è successo nulla”. Poi di nuovo buio. Quando Alex si risveglia per la seconda volta, al Pronto Soccorso e circondata dalle sue colleghe che si prendono cura di lei, dopo un primo attimo di sollievo, si rende conto che l’incubo è appena cominciato...

Liz Lawler, che per vent’anni ha fatto l’infermiera e come dice la sua bio è poi passata a dirigere un Grand hotel, ha scelto di ambientare il suo romanzo d’esordio nel pronto soccorso dell’ospedale di Bath, dove la protagonista lavora. Al di là dell’ottima scrittura e della perfetta tensione che riesce a tenere costante, è un romanzo che probabilmente senza alcuna intenzione fa anche riflettere su quanto possa essere devastante il non essere creduti quando si racconta qualcosa di drammatico (che sia accaduto o solo immaginato patologicamente). Quando l’incredulità o peggio la diffidenza di chi ti sta intorno fa vacillare ogni tua certezza una dopo l’altra, arrivando a farti dubitare di te stessa, diventa davvero difficile non arrendersi all’idea che forse sei impazzita. Una scrittura coinvolgente che fin dalle prime righe si fa fatica a lasciare e asseconda tutte le ipotesi del lettore investigatore. Molto belle anche le caratterizzazioni dei personaggi, soprattutto quelli negativi, che prenderesti a schiaffi pur sapendo che potrebbero avere delle ottime ragioni per quello che fanno e dicono. Credo sempre involontariamente (in fin dei conti parliamo di un romanzo giallo che per definizione, dovrebbe essere solo una lettura di evasione) Non svegliarti tocca anche l’argomento della diversità e di come possa indurre in errore l’apparenza. Ottimo davvero.