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Nonostante Platone - Figure femminili nella filosofia antica

Nonostante Platone - Figure femminili nella filosofia antica

Le figure femminili non sono molto frequenti nell’ambito della filosofia antica. Ma la loro presenza, se non in quantità, è comunque di assoluto rilievo sul piano della qualità. In particolare, ci sono modelli femminili desunti dall’epica, o dal ricchissimo serbatoio mitico, che segnano in modo indelebile grandi opere della filosofia classica. È il caso di Penelope, talvolta frettolosamente liquidata come personaggio in fondo marginale, e relegata al ruolo della moglie paziente che vive un’esistenza appartata, all’ombra di Ulisse. Ed invece si tratta di un simbolo che presenta molte sfumature. E in questa veste appara nel Fedone platonico, a rappresentare il ruolo che è riservato alle donne, all’interno del simbolismo greco, ina una dimensione ormai dominata dall’ipoteca patriarcale. Il suo cantuccio, cioè, è adeguato alla donna espulsa dalla dimensione aperta dell’avventura. Da quel mare che è il regno incontrastato di Ulisse e della mascolinità. Altrettanto stimolante la figura della servetta tracia che irride, in un altro celebre passo platonico, alla sbadataggine di Talete, finito maldestramente in un fosso mentre è intento a contemplare le stelle. Anche la parabola di Demetra, dea delle messe, porta in sé l’impronta del tramonto delle divinità femminili. Mentre un ruolo da protagonista ha quella sacerdotessa Diotima, che è maestra di pensiero di Socrate...

Adriana Cavarero ripubblica a distanza di molti anni un suo classico saggio, che a suo tempo ha ottenuto un notevole successo negli ambienti accademici. Si tratta, in effetti, di un lavoro che ha ancora la freschezza e l’attualità delle trattazioni che attraversano il tempo. Perché il dibattito storico-filosofico sul ruolo delle donne nella società antica è ancora vivo. Ed ancora di più è dibattuta la questione del ruolo femminile nell’universo filosofico, che è prevalentemente maschile. Così l’autrice rintraccia alcune figure femminili dal forte impatto simbolico, e ne segue la traiettoria speculativa, soprattutto puntando la sua attenzione su alcune delle opere più famose di Platone. Questa operazione è condotta in maniera brillante, senza appesantire eccessivamente il testo con riferimenti bibliografici in nota. Ma il lettore sorvegliato capirà subito che si tratta di uno studio accusato, che esamina i testi in maniera accurata, e che intreccia una serie di notazioni critiche con cui vengono messe in evidenza sfumature e implicazioni che sfuggono ad una lettura superficiale dei testi classici.