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Notte al Casablanca

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Anche se ha fatto tardi la sera precedente, Nina si alza presto e cammina scalza per casa aspettando che salga il caffè aromatizzato, come al solito, allo zenzero. Da piccola era una dormigliona, ma il lavoro ha contribuito a cambiare molte delle sue abitudini e ora le bastano davvero poche ore di riposo. Prende il latte dal frigo, si appresta a fare colazione e un sorriso le sfugge mentre ripensa al ballo della sera precedente, al ragazzo che ha conosciuto e al sesso che ha concluso la serata. Mai due volte con lo stesso ragazzo è una delle regole che il maresciallo Nina Mastrantonio si è imposta dopo che la sua vita è andata a pezzi a causa di una delusione d’amore. Quando finalmente si è ripresa da quella brutta storia che tanto l’ha segnata, Nina ha promesso a se stessa che non avrebbe più sofferto per amore. E quindi ok al divertimento, ok a una serata di buon sesso, ma zero coinvolgimento emotivo e zero legami. Nina si veste, si sistema i capelli ricci e folti legandoli in una coda e si spruzza un po’ d’acqua gelata sul viso. Il telefono di servizio comincia a squillare mentre sta indossando la giacca della divisa. È il brigadiere Carlo Navarra - siciliano purosangue costretto, per amore dell’Arma, a svolgere il suo lavoro a Parma, in quella città fredda e ostile che gli fa rimpiangere ogni giorno il sole, il calore e gli amici della sua meravigliosa isola - che la invita a raggiungerlo immediatamente. Il cadavere si trova nella camera da letto, ma Nina preferisce dare prima un’occhiata al resto dell’appartamento. La cucina è immacolata ma quasi vuota; la libreria è completamente senza libri. Non può che essere l’abitazione di chi passa la maggior parte del proprio tempo in viaggio per lavoro. Ed è proprio così. La vittima è un pilota: Marco Cagli, trentasei anni, originario di Pordenone. E Nina, affascinante Maresciallo dei Carabinieri di Parma con origini somale, ha conosciuto quell’uomo, tempo prima…

Il Maresciallo dei Carabinieri di Parma, Nina Mastrantonio, conquista con immediatezza il lettore: bella, indipendente, single - ma non disdegna il buon sesso, purché non sottintenda alcun legame affettivo -, intelligente, nera e apparentemente incurante dei pregiudizi legati al colore della sua pelle. Il suo innegabile fascino, tuttavia, non è la prima caratteristica che colpisce. Ciò che cattura è la sua personalità a tutto tondo, fatta di momenti di dolcezza non scontata che si mescolano a tratti spigolosi e a volte rigidi; ciò che seduce sono la sua mente brillante e concreta, la sua capacità intuitiva e il suo carisma. Daniela Grandi - giornalista del TG LA7 e autrice del programma televisivo Tagadà - fa centro, nella sua prima opera noir, con un personaggio forte, impegnato in un’indagine complessa e articolata, che diventa il mezzo attraverso cui conoscere e apprezzare tutti i protagonisti della vicenda. In una città, Parma, dai colori invernali, fra molta pioggia e un’unica e timida giornata di sole, il maresciallo Mastrantonio e la sua squadra - un brigadiere siciliano dal fascino pericoloso e un appuntato scelto solido, rigoroso e protettivo - rischiano in prima persona e, di fronte ad un caso di apparente semplice spiegazione, decidono di andare oltre l’ovvio e di scoperchiare pericolosi vasi di Pandora, che fanno tremare più di una persona e mettono in pericolo più di un’esistenza. Una trama gialla ben congegnata in cui, tra giochi di potere e ricatti, l’inchiesta del temerario maresciallo si arricchisce di continui colpi di scena, che scuotono dalle fondamenta ogni apparenza e, mostrando la vera anima di chi spesso appare impeccabile ma non lo è affatto, svelano una realtà piuttosto inquietante. Una lettura molto interessante, lo spaccato di vita di una giovane professionalmente molto preparata ma ancora alla ricerca della propria identità e della chiave capace di aprire il proprio cuore agli affetti autentici, quelli profondi e duraturi.