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Noxtoria Borealis

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Finneth ha raggiunto l’aeroporto di Talsu-vian, passaggio obbligato per i voli diretti verso il Continente Ghiacciato. Impegnato nell’affrontare i controlli per l’imbarco, scopre che il suo volo per Port Varuna, la città azzurra e bianca, è in ritardo di sette ore. L’addetto che verifica i dati sulla sua carta d’imbarco rileva il suo essere un ajai e lo manda ai controlli medici, per valutare se rientra negli standard previsti. Prelevato il suo sangue, il medico gli comunica che è ben oltre la soglia: il suo tasso aja supera del cinquantaquattro per cento il limite concesso. Finneth non si scompone, gli mostra lo schermo del palmare su cui è leggibile il certificato medico e dichiara che tra due giorni parteciperà alla Noxtoria Borealis, la celebre gara. Un’informazione determinante per ottenere il permesso di volo. Nella sala d’attesa evita i posti dedicati alle altre razze e si accomoda su uno dei sedili per umani, per ingannare il tempo scorre le notizie sul palmare, nel Continente Ghiacciato la temperatura è scesa a -10°, ma le informazioni sulla gara e i suoi partecipanti sono minime. Accanto a lui prende posto un uomo del sud, ha la pelle scura ed è avvolto da un mantello rosso mattone, lo fissa con insistenza e tenta un approccio per fare conversazione. Si presenta come Ardour Zitani e fa riferimento alla Noxtoria, intuendo che Finneth partecipi, il giovane capisce che ha davanti un ajaikai e come lui un concorrente della gara. Terminata la chiacchierata Ardour gli dà una pacca, chiude gli occhi e inizia a meditare, isolandosi da tutto. Finalmente viene annunciato il volo di linea CG086 al gate 5B, Finneth è in classe economica, ma sa che un giorno, quando riuscirà a emergere, per lui ci sarà solo la classe di lusso. Giunto a destinazione la sua meta successiva è il castello di ghiaccio della famiglia Aishu, il grandioso Tzerithas, “tre picchi” in lingua Iish, a cui è concesso accedere solo ai partecipanti alla Noxtoria…

Finneth Dismdicius è un orfano di ventidue anni, sopravvissuto alla guerra e in possesso di singolari poteri magici. Il suo sogno è riscattarsi da un doloroso passato e conquistare ricchezza e fama, per raggiungere l’obiettivo decide di partecipare a una sfiancante gara di resistenza attraverso il Continente Ghiacciato. Ha a disposizione novanta giorni per percorrere ben 2600 chilometri adoperando il suo ingegno e le sue capacità atletiche. Determinazione e spocchia sono le sue caratteristiche principali, ma durante la gara le prove che deve affrontare per sopravvivere lo portano a mettere in luce altri aspetti della sua personalità, spinto dal desiderio di lasciarsi alle spalle gli altri 499 concorrenti. Finneth è un ajai discendente dagli Ajalithi e ha il potere di manipolare l’aja, un tipo di energia che deriva dall’acqua pura e può assumere forma materiale. Un dono che è come un marchio. Il romanzo scritto dall’esordiente Yuri Ganduglia (Finale Ligure 1993) ha le caratteristiche del romanzo fantasy: magia, razze che coesistono, creature mostruose, l’inevitabile scontro tra il bene e il male. Agli elementi fantastici si accompagnano quelli del romanzo d’avventura e durante la pericolosa corsa non mancano i tentativi di sabotaggio da parte dei partecipanti più scorretti. Finneth deve venire a patti con i suoi fantasmi interiori e vecchi e nuovi conflitti per riuscire a portare avanti la sua personale Noxtoria. Il romanzo parte da un’idea di base originale e offre ai lettori un’ambientazione interessante, mescola magia e tecnologia, ma la fluidità della lettura soffre in parte per le lunghe descrizioni e le elucubrazioni del protagonista. Ganduglia è particolarmente legato a due scrittori statunitensi che lo hanno influenzato nel suo percorso creativo: Brent Weeks, autore delle saghe fantasy L’angelo della notte e Il portatore di luce, e Scott Lynch noto ai lettori per le avventure del ladro Locke Lamora nei sette volumi della saga Bastardi Galantuomini.