Ottobre 2001. Gideon e Dave stanno dando fuoco a un mucchietto di abiti e biancheria. Sono – erano – di Meredith, 21 anni. È tornata in lacrime dalla festa di Halloween che i Salvi – famiglia mafiosa odiata e temuta da tutti, ma della cui grandeur tutti approfittano senza troppi scrupoli – hanno organizzato in spiaggia. Spiaggia che per la ragazza si è trasformata in posto davvero orrendo, Enzo Salvi, forte del suo status, ha abusato di lei e ha minacciato di fare lo stesso a sua madre se alla ragazza fosse mai venuta l’idea di denunciarlo. Mentre il fratello Dave e l’amico bruciano gli abiti come lei ha chiesto, discutono su cosa sia giusto fare. Non è proprio pensabile lasciare impunito quello stupro. Ne parlano e, senza quasi che se ne accorgano, la rabbia si trasforma in un piano che da lì a poco verrà meso in atto... Gli anni sono passati sui torti, le ingiustizie i morti: a NY oggi esiste una super squadra composta da un numero limitato di poliziotti “dedicati” all’élite, ai famosi, ricchi, politici, insomma a tutte quelle categorie di persone i cui nomi sono sinonimo di ricchezza. Ricchezza è uguale a potere e nella settimana delle elezioni del nuovo sindaco della Grande Mela qualcosa sta mandando in fibrillazione sia il sindaco uscente, Stan Spellman, che la sua rivale. Qualcuno sta facendo il giustiziere della notte, “rapisce” dei colpevoli che l’hanno fatta franca, li imbozzola in una tuta di tyvek, li filma mentre confessano il crimine commesso ed esegue la sentenza, ovviamente pena capitale. Indipendentemente dalle implicazioni etiche e morali, la quarta vittima del Killer della tuta hazmat – la fantasia dei giornalisti non ha limiti – non solo è figlia di una potenza economica, ma ne ha sposato un’altra: la situazione sta mettendo in serio pericolo la rielezione del sindaco in carica e la credibilità della candidata rivale, Muriel Sykes. La quarta vittima è Evelyn Parker Steel, responsabile della campagna elettorale, sebbene due anni prima sia stata accusata (e poi assolta) di avere assassinato Cynthia Pritchard, con cui lavorava…

Secondo episodio che vede protagonisti Jordan e MacDonald. Come nel romanzo d’esordio, la trama è adrenalinica e incalzante, con due spot che illuminano costantemente, in parallelo alle indagini, il racconto della politica e la presenza, discreta ma estremamente concreta, della mafia. Ho sempre letto i romanzi di Patterson utilizzandoli come efficacissimi “svuotacervello”. Per quanto truci siano alcuni, per quanta violenza possano raccontare, so che Alex Cross, con l’aiuto di Mama della moglie e dei figli, risolverà il caso e supererà qualunque prova la vita gli riservi. Ma questa nuova serie NYPD RED mi sta spiazzando. Potrebbe dipendere dallo stile, anche se in realtà lo schema fatto di capitoli relativamente brevi è simile, o dall’approccio ai protagonisti. C’è un approfondimento diverso, meno focalizzato seppure accurato della psicologia dei poliziotti, più orientato a quello dei cattivi e delle vittime, ma non solo. Intuibile e leggermente sottotraccia, era presente già nel primo romanzo una “critica” al sistema che protegge in maniera diversa i ricchi e potenti. Chiaro che una RED sarebbe credo illegale in ogni Paese civile, ma chi non ha mai avuto la sensazione che, se sei ricco, se hai un nome che evoca legami con chi decide (dal sindaco al Presidente della Repubblica), il crimine che ti riguarda, a maggior ragione se ne sei la vittima, avrà una corsia preferenziale nell’essere risolto, rispetto quella che riguarda la gente comune? In questo romanzo più che nel primo, sebbene perfettamente equilibrata nella narrazione, la disuguaglianza è marcata, sottolineata. È una stortura che non riguarda i detective, obbligati a sottostare volenti o nolenti agli ordini. Sull’altro fronte la mafia, quel potere piccolo piccolo nello specifico, legato principalmente al territorio ma fortemente rappresentativo di quello che succede ai livelli più alti. Quello che si ottiene ponendosi al di sopra della legge, comprando le vite degli altri (a volte cancellandole) sulla base di principi barbari che purtroppo sono sempre vivi. C’è molto altro, che ho l’impressione troverò nei romanzi successivi, ma il tutto incastonato perfettamente in una trama decisamente avvincente.