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Ogni cosa ha il suo tempo

Ogni cosa ha il suo tempo

Alice si trova in un negozio di abbigliamento, un H&M come tanti come se ne trovano in ogni parte del mondo. Le serve una giacca per un’escursione. Forse dovrebbe essere un indumento più tecnico: impermeabile e magari antivento, ma Alice prima di tutto vuole essere carina. Avrebbe dovuto perdere qualche chilo, ma in fondo la giacca li nasconde abbastanza bene. Non è la prima volta che esce con Richard e hanno già fatto sesso, ma è stato tutto così frettoloso e senza un momento per starsene per conto proprio al mattino. Per questo andare fuori è una cosa completamente diversa, avere tempo solo per loro due sarà differente. La strada è faticosa, il sole scotta e Alice non vuole togliere la giacca. Quando arrivano al loro alloggio, che purtroppo non è un hotel come pensava, è sudata fradicia e con i muscoli doloranti. Non c’è un letto matrimoniale, ma letti singoli che, per giunta, non sono nemmeno adiacenti. Al mattino dopo forse ci sarebbe tempo per fare l’amore, ma Richard dorme e Alice è restia a svegliarlo e quando Richard si rende conto che sono le nove e mezza, scatta come un soldato: non c’è più tempo. La camminata è lunga, c’è la pioggia e Richard va troppo veloce e lei non riesce a tenere il passo…

La letteratura ha analizzato tante volte relazioni di coppia che non vanno per il verso giusto. Sono storie antiche come l’umanità: persone non risolte che non dovrebbero stare insieme o che forse non dovrebbero neanche avere una relazione, che cadono in una spirale di sofferenza e infelicità. Si tratta dunque di una via tracciata molte volte ed è difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Proprio da questo punto di vista Petra Soukupová, una delle scrittrici ceche più note, compie un vero e proprio miracolo. Con uno stile coinvolgente e diretto riesce a immergere il lettore nella mente dei quattro protagonisti: Alice, Richard, Kaja e Lola, mostrando in modo neutrale quello che provano, entrando nella loro quotidianità e nelle loro vite. Il suo stile lascia emergere il mondo interiore dei personaggi senza cadere nello psicologismo. Questo perché il lettore riesce a vedere solo quello che i quattro protagonisti riescono ad ammettere a sé stessi. Allo stesso tempo, i protagonisti sono sempre in azione, non pensano e basta, ma portano la loro visione del mondo in ogni loro gesto, anche quando è in contraddizione con quello che provano più profondamente. Il vero spartiacque non è tanto tra i due adulti, Alice e Richard, ma tra adulti e ragazzi. Benché Kaja e Lola spesso non sappiano dare un nome alle emozioni che provano, hanno il coraggio di vedere dentro al vortice incomprensibile che li ipnotizza e allontana allo stesso tempo. Uno sguardo così lucido all’interno di una relazione di coppia è molto raro in un romanzo e per questo lavoro l’autrice fa un’opera di alta letteratura, pur mantenendo uno stile a prima vista semplice e di tutti i giorni. Per il lettore, guardare all’interno di infelicità esistenziali comuni può avere un effetto terapeutico. Questo è un risultato che pochissimi romanzi riescono a raggiungere.