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Ogni maledetto turno

Ogni maledetto turno

Lo stress che comunemente associamo al “logorìo della vita moderna” è in realtà un concetto di cui si parla fin dai primi del Novecento. Studiando i ratti, infatti, uno studioso della McGill University si accorse che quelli ai quali era stata iniettata una sostanza innocua sviluppavano le stesse ulcere e malattie delle ghiandole surrenali di quelli ai quali venivano iniettate sostanze chimiche. La conclusione non poteva che essere che era l’iniezione e non il contenuto della siringa a provocarne le reazioni. A differenza di quanto accadeva all’inizio del secolo scorso, oggi è possibile sviluppare tecniche di autodifesa dallo stress. Come nel film Ogni maledetta domenica, anche per gli operatori sociosanitari la qualità della vita è questione di centimetri. Sono pochi i centimetri che si possono conquistare per mettere una distanza tra loro stessi e le cose, possono sembrare insignificanti ma “alla fine della giornata, la loro somma può fare la differenza”. Il primo centimetro è la meditazione che non si pratica solo nella posizione del loto e del mezzo loto, contrariamente a quanto si crede non è indispensabile trovarsi in un ambiente silenzioso per praticarla e, una volta appresi i rudimenti da un meditatore esperto, può essere praticata da chiunque e dovunque, ed è stato dimostrato che, nel corso degli anni, la sua pratica può recare benefici sia alla qualità della vita di chi la pratica ma anche vantaggi economici. Si tratta di un’abitudine facile da acquisire e per iniziare bastano tre minuti al giorno. Strettamente connessa alla meditazione e sua naturale conseguenza è la mindfulness, l’arte di stare attenti. Il termine inglese è una traduzione imprecisa del tibetano Sati, che vuol dire “attenzione nuda, consapevole”. La mindfulness, concetto quindi importato dall’Oriente, è ora una pratica costante e dai benefici riconosciuti da tutte le maggiori organizzazioni aziendali del pianeta. La mindfulness, lo stato di presenza cosciente e costante, aiuta a superare alcune pericolose degenerazioni degli automatismi connaturati al lavoro e ai turni, soprattutto in ambito sanitario: è il Non Stop Thinking o Radio Pensiero Positivo, ossia l’emissione costante di pensieri, fantasticherie, giudizi che come emissioni radio di sottofondo inquinano la mente e il pilota automatico, che è quel meccanismo che fa sì che ci si affidi alla routine, fino a farsene risucchiare, finendo per agire in preda a una sorta di sonnambulismo. Il sistema di riduzione dello stress basato sulla mindfulness è praticato da molti ospedali sin dagli anni ’90 ed è basato su alcuni principi cardine che possono sembrare lapalissiani ma non sono per nulla scontati: iniziare bene la giornata concedendosi spazi di benessere personale prima del lavoro, isolare le chiacchiere e i pettegolezzi sul luogo di lavoro, non “preoccuparsi”, ossia – come dice il termine – non occuparsi di qualcosa prima del necessario, mantenere le distanze, serbare la capacità di essere grati…

Ferdinando Gaeta, autore e operatore sociosanitario di lungo corso, appronta, per i tipi di Homo Scrivens, un piccolo gradevole manuale di pronto soccorso per operatori sociosanitari, la cui lettura è piacevole e può offrire spunti interessanti a chiunque lavori in un’organizzazione complessa e si interfacci con altri nello svolgimento delle proprie mansioni. Ogni maledetto turno parte dall’assunto che quelle sanitarie siano tra le professioni più stressanti al mondo, soprattutto in tempi di blocco del turn over, allungamento dell’età pensionistica, burnout e altro ancora, e offre una serie di piccoli rimedi e accorgimenti che, se messi in pratica, possono consentire di mettere insieme tanti centimetri e fornire a qualsiasi lavoratore quella cintura di sicurezza, quel safe space che gli consenta di porre una giusta, sana distanza tra sé e le principali cause del proprio stress perché, se è vero che d’amore non si muore, di lavoro, invece, si muore eccome. Abbandonare gli automatismi, acquisire consapevolezza di ogni singolo respiro, smettere di agire in risposta a impulsi inconsapevoli e quasi pavloviani come sono quelli che ci fanno rispondere al telefono, acquisire distanza dalle cose prima di giudicarle, sono solo alcune delle buone pratiche del metodo Mindfulness che l’autore distilla in brevi, efficaci paragrafi e che, mai come nei periodici momenti di isteria collettiva, possono essere particolarmente utili a tutti.