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Óláfr Tryggvason

Óláfr Tryggvason

Il regno di Óláfr Tryggvason in Norvegia non è durato a lungo, dal 995 all’anno 1000. Stando alla tradizione norrena, Óláfr è stato battezzato nel 991 da un eremita, incontrato presso le isole Scilly, durante una delle sue scorribande vichinghe. Funzionale al suo espansionismo e alla sua volontà di mantenere una monarchia salda è la cristianizzazione forzata della popolazione. Storicamente si considera l’anno 793 per indicare l’inizio delle incursioni vichinghe in Occidente (saccheggio a Lindisfarne, Holy Island), mentre nell’859 questi indomiti corsari varcano lo Stretto di Gibilterra. Gli Uomini del Nord (Nordmanni) vengono indicati col termine vichinghi, ossia pirati, attivi nel periodo estivo per portare a termine le razzie, ma sedentari in inverno, impegnati come agricoltori e allevatori nelle loro terre in Scandinavia. Nella penisola scandinava l’età vichinga va convenzionalmente dall’VIII all’XI secolo, periodo di passaggio non solo tra il paganesimo e il cristianesimo, ma anche epoca della formazione di regni monarchici sul modello europeo. Óláfr Tryggvason (chiamato Anlaf), tenta l’assalto a Londra nel 994, ma fallisce, riversando rabbia e devastazione lungo le coste. Re Ӕthelred II decide di pagare un tributo per interrompere lo scempio. È ad Andover che in presenza del re e del vescovo, Anlaf riceve la Cresima. La pratica di pagare un tributo per interrompere le razzie, si fa risalire alla prima testimonianza documentata nella Cronaca anglosassone annotata, e risale al 991 dopo la distruzione di Ipswich e l’uccisione di Byrhtnoth a Maldon, ma a parte questa convenzione, esistono riferimenti antecedenti relativi a questa pratica...

Attraverso un minuzioso lavoro di ricerca e di confronto tra le fonti, Carla Del Zotto (ricercatrice a Copenaghen, Oslo e Uppsala, oggi docente di Filologia germanica all’Università La Sapienza di Roma) ricostruisce gli eventi storici che hanno portato all’ascesa del condottiero vichingo Óláfr Tryggvason, scomparso poi durante la battaglia di Svold. Una figura controversa quella che emerge, da un lato un uomo determinato a perseguire il potere a ogni costo (atteggiamento non insolito per l’epoca), dall’altro un fervente evangelizzatore, anche se i suoi metodi improntati su minacce e violenza poco hanno di salvifico. Il quadro che viene presentato mostra un periodo storico burrascoso, i vichinghi imperversavano lungo le coste britanniche e non solo, per tenerli a bada era necessario pagare ingenti somme. In terra scandinava invece le relazioni tra questi uomini arditi e bellicosi mantenevano vivo un contesto di intrighi, alleanze, tradimenti e fratricidi. Il volume riporta stralci delle complesse composizioni degli scaldi, i poeti al servizio dei grandi condottieri. Fonti fondamentali per la storia della Norvegia, come il poeta islandese Snorri Sturluson (1179-1241) conferma, sottolineando che non era praticata la menzogna, narrare azioni false o inventate non era apprezzato (anche per il fatto che data la complessa struttura metrica i poemi erano impossibili da alterare). La presenza di numerosi nomi, spesso simili, il succedersi delle dinastie e la difficoltà di pronuncia per chi non è abituato alla lettura delle saghe nordiche può rendere difficoltosa la lettura del saggio, ma non spaventerà gli appassionati della storia vichinga e delle formidabili imprese (a volte leggendarie) di questi uomini. A Olafr è dedicata una statua alta tre metri e mezzo che si trova nella città di Trondheim, inaugurata nel 1921. L’opera dello scultore Wilhelm Rasmussen, svetta sopra un obelisco alto più di 14 metri.