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Olle

olle

È stata Corrie ad accorgersi che Olle è in grado di parlare. Guus sulle prime è molto preoccupato, pensa che sia matta. Invece Corrie ha ragione: Olle parla, e non come crede la maggior parte delle persone, quando attribuisce un significato all'abbaiare del cane. Olle parla nel senso che ha imparato a pronunciare alcune parole nella lingua dei suoi ospiti umani; quando dice “Bum!”, tanto per fare un esempio, intende macchina o bici o carretto, insomma qualcosa che si muove per rotolamento. Quando dice “Mu” si riferisce a Guus, perché è pauroso come una mucca, mentre “Mmm-uma” (letteralmente: colei che profuma di buono) è il suo modo di chiamare Corrie. Quando Olle scopre la paperella che pigola, non sa proprio come comportarsi. Infatti ha l’odore di un oggetto, però pigola: è inanimata oppure è un animale come lui? Nel dubbio, prova ad avvicinarsi a lei come fosse un cucciolo di cane. Si rotola sulla schiena, spinge la testa contro la papera e le dà un colpetto con la zampa. Questa non fa un pio: ottimo approccio! Poi, per non lasciarla sola, la prende cautamente in bocca facendo attenzione a non usare i canini e la trasporta nella sua cesta. Certo, con l’arrivo di Dien tutto il suo mondo farà una capriola…

L’autore e sua moglie comprarono Olle quando aveva solo tre mesi e condivisero con lui tredici anni. Il primo, breve capitolo ci svela le ragioni di questo libro in modo molto chiaro e diretto: si avvicina la fine, perciò chi scrive desidera raccontarci la storia del suo formidabile cane, perché non vuole che muoia e l’unico esorcismo contro la morte è il ricordo. Così iniziano le avventure del cane Olle, in grado di parlare ma un disastro nell’accoppiarsi, convinto di essere una talpa proprio come noi umani, da piccoli, ci sentiamo talvolta esemplari di un’altra specie, capace di gentilezza estrema e di leggere il vento come noi leggiamo un libro. Guus Kuijer è uno dei più grandi autori contemporanei per ragazzi, premiato con i riconoscimenti più prestigiosi, perciò fidatevi della sua scrittura e delle illustrazioni di Thé Tjong-Khing: non avete tra le mani un libro che racconta solo la storia di un cane, come ce ne sono tanti. Se siete disposti a farvi cullare dalle parole - e chi mai rifiuterebbe una culla di parole? - vi troverete ad annusare il vento, a chiedervi con leggerezza che cosa ci rende vivi, a imparare una lingua universale che permette di dialogare con tutti, persino una narrazione consolatoria, ma laica, senza ipocrisie, della morte come naturale epilogo della vita di ogni essere vivente. Mmm-uma! Profuma proprio di buono questa storia!