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OMAC

Buddy Blank, un anonimo impiegato continuamente preso di mira dai colleghi della ditta per cui lavora, viene scelto dagli agenti dell'Agenzia di Pace Globale (sorta di 'Caschi blu' del futuro, che si adoperano per stroncare sul nascere qualsiasi tipo di guerra sul nostro pianeta) come candidato ideale per il progetto O.M.A.C. (acronimo per One-man Army Corps, ovvero 'un esercito di un solo uomo'). Questo progetto segreto prevede, grazie ad una formidabile invenzione del professor Myron Forest, la trasformazione dell'ignaro Buddy in un super-soldato dotato di poteri straordinari che, agendo in simbiosi con un satellite artificiale chiamato Brother Eye, cercherà di mantenere la 'pace globale' in un mondo ormai dominato dalla tecnologia che, se usata per fine malvagi, invece di aiutare l'uomo può provocarne rapidamente la distruzione...
Che Jack Kirby sia stato uno dei creatori di fumetti più importanti della storia è un dato ormai assodato. Non a caso venne soprannominato 'The King', e ha influenzato nel corso degli anni una lunga schiera di 'discepoli', come John Byrne e Jim Starlin che lo hanno sempre annoverato tra i propri miti, traendo spesso ispirazione da lui per la realizzazione di nuovi personaggi o la riproposizione di sue creazioni, tra cui lo stesso Omac. Così, ogni volta che vengono ristampati alcuni dei suoi lavori, si tratta sempre di una rivelazione. altNon fa eccezione questo Omac, ristampato recentemente dalla Planeta DeAgostini in un volume monografico dei 'Classici Dc'. Questo personaggio, che viene presentato per la prima volta in Italia, non ebbe molta fortuna all'epoca della sua uscita (1974/75) e la serie a lui dedicata venne interrotta dalla Dc comics dopo appena otto numeri, senza neppure dare il tempo a Kirby di pensare ad una conclusione della brevissima saga. Il perché di questo ennesimo insuccesso commerciale (dopo quello delle serie incentrate sul 'Quarto Mondo'), resta un mistero e sicuramente contribuì al ritorno di Kirby alla Marvel. La storia infatti, ambientata in un futuro prossimo di incerta datazione (in cui Kirby immagina l'uso dei telefoni cellulari ben vent'anni prima della loro diffusione!) è coinvolgente e piena di fascino, non solo per l'appassionato di fumetti ma anche per il lettore di 'science-fiction': il mondo immaginato da Kirby è popolato da 'donne assemblabili' (un po' come i mobili dell'Ikea), trapianti di cervelli per ricconi malavitosi e scienziati pazzi che sognano di ricattare l'umanità privandola dell'acqua: praticamente, se pensiamo alle 'real doll', al commercio clandestino di organi e al problema dell'esaurimento delle risorse idriche, un mondo non troppo dissimile da quello che ci aspetta in futuro visto l'andazzo generale dei nostri giorni, sintomo che la fantasia di Kirby era notevolmente in anticipo sui tempi. Le uniche note negative riguardano il versante dell'adattamento italiano: da questo punto di vista la Planeta sembra essere impermeabile ad ogni critica. Ormai i lettori si sono rassegnati alla traduzione degli albi effettuata a partire dalla traduzione spagnola piuttosto che dai testi originali americani ma stavolta, visto il meritorio recupero di questo bellissimo albo inedito, avrebbero anche potuto chiudere un occhio. Tuttavia l'aver tradotto il nome proprio del protagonista Buddy Blank come 'Amico Bianco' (sic) rimane un errore davvero difficile da mandar giù.