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Omicidio per principianti

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Ci risiamo. Suo cognato pretende che lui lasci l’appartamento. Sì, ok. È vero che aveva chiesto di poter stare lì, a casa della sorella, solo per qualche giorno, giusto il tempo per raccogliere le idee e cercare una sistemazione. Ed è vero anche che i giorni sono diventati settimane, poi mesi e infine anni. Otto per l’esattezza. Ma da qui a dargli un ultimatum così drastico potevano quanto meno essere previste tutta una serie di soluzioni intermedie che il cognato - culone da direttore di filiale di banca, cravatta a pallini - pare invece non voler neppure considerare. È necessario l’intervento diretto di sua sorella Paola - che sa quali paroline dolci utilizzare per ammorbidire quel cuore di pietra del marito - perché la condanna sia un po’ più dilatata nel tempo: Contrera se ne deve andare, sì, ma entro la fine del mese. Certo che non si sa spiegare come mai, nonostante tutto, Paola continui ad adorarlo. Contrera non è mai stato un modello da imitare. Tra le altre cose, è stato buttato fuori dalla polizia, ha mandato all’aria il suo matrimonio, non ha il becco di un quattrino ed è padre indegno di una bellissima adolescente con cui i rapporti non sono idilliaci. Inoltre, ciliegina sulla torta, dopo un’irresponsabile notte di sesso con l’ex moglie, l’ha messa incinta e la donna non ha alcuna intenzione di interrompere una gravidanza della quale lui non è certo di volersi assumere le responsabilità. Un bel casino insomma. Per fortuna ci sono Alfredo e Giada, i figli di Paola, che lo adorano. In particolare, la nipotina di sei anni vede in lui un eroe senza difetti e, spesso, questa certezza è l’unico sperone cui appigliarsi quando il terreno intorno pare franare. Di mestiere Contrera fa l’investigatore privato e il suo ufficio è un angolo di una lavanderia a gettoni in cui il proprietario, Mohamed, gli fa tenere due sedie per ricevere i clienti. E oggi, all’arrivo in lavanderia, non ha neppure il tempo di sedersi che la porta si spalanca, il gelo di dicembre entra nel locale e Mohamed lo chiama a gran voce e gli comunica che una bambina è scomparsa…

Ex poliziotto, ex marito, ex padre e, tra poco, ex padre bis. Abilissimo nel distruggere tutto ciò che lo circonda e tutto quello che tocca, non ha una casa, utilizza un angolo di una lavanderia come ufficio e non ha più una fidanzata. Vive in un quartiere periferico di Torino, è dicembre, piove, fa freddo e lui detesta il freddo. Se è vero che i personaggi più avvincenti della narrativa sono quelli chiamati ad affrontare un certo numero di conflitti, allora Contrera, per una volta almeno, non si piazza all’ultimo posto. Anzi. Campione nazionale di sfiga e dabbenaggine, non perde occasione per cacciarsi nei casini. Ma, per fortuna, una qualità fondamentale l’investigatore privato Contrera ce l’ha: ha fiuto e nelle indagini - condotte sempre e ovviamente fuori dalle righe e al di là di ogni regola - è un fuoriclasse. Questa volta, poi, deve impegnarsi ancora di più: è scomparsa una bambina e già questo fatto inaccettabile implica di per sé un maggiore coinvolgimento. Inoltre, la piccola scomparsa è compagna di classe di Giada, la sua adorata nipotina che non ha alcun dubbio che lo zio, amato neanche fosse un supereroe, porterà presto a casa la sfortunata amica. Christian Frascella si conferma un narratore capace, impeccabile nella sua capacità di miscelare ironia e suspense e di dare, ad ogni romanzo, sempre maggior spessore a un personaggio che, un po’ Marlowe e un po’ Coliandro, è originalissimo e buca la pagina fin quasi a diventare una presenza necessaria nella vita del lettore, che tifa per lui, soffre insieme a lui e ogni tanto vorrebbe potergli dare una bella lavata di capo. Attraverso le vicende di Contrera, Frascella indaga la società moderna, le sue contraddizioni e le sue brutture e si fa veicolo di contenuti ben più profondi rispetto a quelli che una lettura veloce e superficiale lascia supporre. Irriverente, sgangherato e ironico, Contrera è un personaggio nei confronti del quale l’empatia è immediata e, attraverso i suoi occhi e le sue esperienze, Frascella pone il lettore di fronte alla commedia umana, che è spesso insieme tragica e comica e, per ogni atto della quale, il lieto fine non è affatto una certezza.