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Operaprima

Operaprima

Monghidoro, Appennino bolognese. L’uomo è nudo, nell’aia. La sua segretaria Afra gli ha appena confermato la mostra per fine gennaio ma lui che è in piena fase di down creativo sta rivolgendo la sua concentrazione allo studio e alla sperimentazione di grandi pannelli di metallo recuperati da un fabbro di Lognola. Ed è allora che dalla finestra della casa della cugina di sua madre adiacente alla sua, vede il volto di una donna affacciarsi con un’espressione sul viso piuttosto incredula. Si tratta di Marie Bertrand, la sua nuova vicina per quell’estate, visto che ha affittato la casa di Marzia Borelli, per l’appunto la cugina di sua madre e di lì a poco vi si trasferirà con suo figlio Simone. Quel primo incontro lo incuriosisce ma quando qualche giorno dopo conosce il figlio della donna ne resta istantaneamente folgorato. Lui è a cavalcioni della ringhiera quando nota un corpo adagiato su una sdraio, immerso nella lettura. La giovinezza che quel corpo, quella posa, quella pelle gridano sono un colpo mortale per l’uomo, per il suo corpo e la sua psiche in disfacimento. Eppure non c’è niente di erotico o di osceno in lui, avrebbe voluto ma purtroppo quel primo incontro non ha prodotto in lui alcun desiderio. Si salutano, si esaminano, lui con vigliaccheria, Simone scostando con ingenuità i suoi occhiali da sole, trafiggendolo con la sua giovane, dolorosissima e distruttiva sfrontatezza...

Romanzo d’esordio potentissimo questo di Simone Salomoni, bolognese classe 1979, sceneggiatore di spot, video ed esperienze di realtà virtuale oltre che docente per la Bottega di narrazione di Giulio Mozzi. Anzi è un po’ riduttivo definire Operaprima semplicemente un romanzo, visto che Salomoni ci fa immergere e sprofondare in un’esperienza che tocca tutti i sensi fino quasi a trascenderli. La vicenda è narrata in prima persona dal protagonista, siamo costantemente nel flusso dei suoi pensieri, tra le pieghe deliranti della sua mente, tra gli umori del suo corpo, navigando nel fluttuare tempestoso delle sue vorticose emozioni. C’è l’arte che è la vera protagonista, c’è l’artista con la A maiuscola, non certo quello interessato ai contratti, ai salotti, alle promozioni, ai social, ma chi la vive e può viverla solo scarnificando la sua pelle, il suo corpo, divenendo un tutt’uno con essa, facendosi divorare. Sarà l’incontro fortuito con un adolescente che risveglierà e rimetterà in moto in lui tutta una serie di meccanismi oramai assopiti a regalargli un’ispirazione che credeva ormai perduta. Simone si aprirà a lui infatti come a nessun altro, divenendo in breve l’allievo che dà linfa e vigoria al suo maestro, egli stesso opera d’arte su cui il suo mentore - in un caleidoscopio distruttivo che cresce e divampa a dismisura - può finalmente ritrovare il fervore e il talento perduti.