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Operazione Fritham

Operazione Fritham

Marzo 1941. Nord della Norvegia. Due ragazzi osservano una cappella russo-ortodossa. Si chiamano Ottar e Nils e sono fratelli. Hanno disertato dall’esercito nazista, nel quale si erano arruolati subito dopo l’occupazione, e sono miracolosamente tornati in patria. Hanno fame e freddo. Così, quando entrano nella cappella, scoprono che lì è custodita una preziosa icona ricoperta d’oro: un’occasione da non perdere. Non resta che uccidere il pastore e fuggire. Maggio 1942. Due navi piccole e vecchie approdano alle isole Svalbard: lo “Isbjørn” e il “Selis”, una rompighiaccio e una fochiera; trasportano un gruppo di minatori norvegesi e due ufficiali inglesi. Sono lì per riappropriarsi delle isole, ora in mano tedesca. Ma qualcosa va storto e quella conosciuta come “Operazione Fritham” si trasforma in un bagno di sangue. Isole Svalbard, cinquant’anni dopo. Un gruppo di veterani e superstiti ha organizzato un incontro per ricordare quel triste evento e tentare una riappacificazione tra le parti in guerra. Nel frattempo, attraverso le indicazioni del giovane storico Henrik Sigernes, l’ispettore Knut Fjeld inizia ad indagare tra i presenti all’incontro, in mezzo ai quali potrebbe nascondersi una spia che trasformò l’operazione in una tragedia e uno degli assassini che tolse la vita al pastore e rubò l’icona. E sembra che qualcuno non voglia che la verità venga a galla…

Con Operazione Fritham Monica Kristensen, scrittrice e glaciologa nata in Svezia e cresciuta in Norvegia, apre una finestra su un tragico evento storico che provocò dodici morti e decine di feriti. È il maggio del 1942 quando due navi vengono bombardate e fatte colare a picco: siamo nel pieno della Seconda guerra mondiale e nel Mar Glaciale Artico si combatte una guerra spesso ignorata dai libri di storia. Teatro dell’azione sono le isole Svalbard, luogo privilegiato dei romanzi dell’autrice, la quale ha trascorso in quelle lande fredde e silenziose due anni ad osservare le aurore boreali, tra inverni infiniti, notti illuminate dal sole e un mare perennemente ghiacciato. E in questo freddo perpetuo si dipana la trama di Operazione Fritham, costruita su due livelli temporali distinti, quello della guerra e quello di un presente in cui la finzione cerca di far luce su una verità storica oscura. Così sì intrecciano le esistenze di veterani, minatori, soldati, spie, assassini, detective e partigiani. Il tutto raccontato attraverso uno stile prettamente nordico, che predilige spesso la descrizione alla narrazione, con un ritmo da giallo classico fondato sulle pause e sulle riflessioni. E tra indagini passate e presenti, depistaggi e ricostruzioni storiche, solo alla fine ogni tassello troverà il suo posto e il puzzle costruito da Monica Kristensen sarà finalmente completo.