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Oppenheimer – Ritratto di un enigma

Oppenheimer – Ritratto di un enigma

Julius Robert Oppenheimer nasce il 22 aprile 1904, primo figlio di Ella Friedman e Julius Oppenheimer, entrambi di origini ebraiche tedesche e benestanti. Uno dei momenti più importanti della vita del giovane Oppenheimer risale al primo anno di liceo, quando incontra due insegnanti di grandissima capacità: Augustus Klock per le scienze ed Herbert Winslow Smith per l’inglese. Con quest’ultimo mantiene uno scambio epistolare anche durante i suoi studi ad Harvard. In una di queste lettere afferma: “Generosamente mi chiedete cosa faccio... Faccio schifo in tre diversi laboratori, esco il fine settimana per ricaricare l’energia di livello basso in risate e stanchezza, per leggere il greco, commettere passi falsi e desiderare di essere morto”. Forse solo l’ultima parte della frase si avvicina ai reali sentimenti dello scienziato, mentre il resto è pura fantasia: durante il periodo universitario, infatti, Oppenheimer è uno studente socialmente isolato, che segue sei corsi l’anno per laurearsi in tre, cosa che riuscirà a fare laureandosi con lode nel 1925. La sua specialità è chimica, ma è già da un po’ di tempo che si interessa alla fisica e in quel periodo, se un fisico vuole trovarsi dove le cose stanno realmente accadendo, deve andare in Europa. Rifiutato dal Cavendish Laboratory dell’Università di Cambridge, il cui capo indiscusso è Ernest Rutherford, Oppenheimer non si scoraggia: ammesso al Christ’s College di Cambridge, riesce a trovare un luogo di lavoro nel seminterrato del Cavendish Laboratory e un certo grado di supervisione da parte del fisico sperimentale J. J. Thomson...

Come dichiarato dallo stesso autore, l’affermato fisico e scrittore Jeremy Bernstein, questo volume non si vuole proporre come una biografia definitiva dell’enigmatico scienziato, ma un tentativo di dare una visione d’insieme osservando dagli oltre quattro decenni di distanza da quando i due frequentavano l’Institute for Advanced Study di Princeton, il primo come ricercatore e il secondo come direttore. Benché i due si conoscessero, Bernstein ha condotto un minuzioso lavoro di ricerca e verifica delle fonti, dagli archivi statali e universitari, alle lettere private, sino alle interviste agli ultimi testimoni di quell’incredibile periodo, per presentare la parabola di un uomo indecifrabile ai più. Le informazioni sono riportate in modo conciso e puntuale, incluse quelle legate al periodo trascorso a Los Alamos, mentre maggiore spazio è dedicato al processo del 1954, che ha di fatto sospeso il nulla osta di sicurezza rilasciato a Oppenheimer e affondato un duro colpo alla reputazione dello scienziato. Stralci di trascrizioni del processo mettono in luce una conduzione dello stesso a dir poco irregolare e tutte le figure (coi rispettivi interessi) – in particolar modo politiche e militari – chiamate a testimoniare. Come andare avanti quando si viene messi da parte dopo aver dato tutto di se stessi? Oppenheimer ha provato continuando a nutrire una forte curiosità verso tutto ciò che la fisica poteva ancora svelare, al lettore rimangono ancora i dubbi e l’amara percezione di cosa può accadere quando il sapere viene asservito alla paura e al potere.