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Oriana Fallaci - Il Vietnam, l’America e l’anno che cambiò la storia

Oriana Fallaci - Il Vietnam, l’America e l’anno che cambiò la storia

Il 19 novembre 1967 la giornalista Oriana Fallaci, insieme al fotografo e amico Gianfranco Moroldo, atterra per la prima volta in Vietnam, compra l’uniforme per andare al fronte e firma la liberatoria che solleva le Forze Armate Americane dalla responsabilità di una sua eventuale morte. Quello stesso giorno, a poche ore di distanza dal suo albergo, il reparto speciale Tiger Force porta a termine “l’operazione Wheeler” con l’uccisione di 327 persone, bambini, donne stuprati, torturati e infine uccisi. Missione che, come molte altre, sarà taciuta per ben trentacinque anni, quando un colonello dell’esercito in pensione consegna la documentazione al vicino di casa e amico che lavora per il quotidiano “The Toledo Blade”. Nel libro Niente e così sia (1970) Oriana racconta un altro massacro di cinquecentoquattro civili, avvenuto il 16 marzo 1968 a My Lai, anche questo secretato e rivelato pochi mesi dopo da un soldato oppresso dai sensi di colpa. Oriana ha raccontato come testimone diretta, per ben otto anni, decine di episodi sempre in prima linea, con chirurgica precisione, osserva acuta, interroga e si interroga, interviste esclusive in cui riesce a far parlare il suo interlocutore anche di cose che forse avrebbe voluto tacere. Non si lascia fuorviare dal ruolo che l’intervistato ricopre, sospende il giudizio per indagare la persona per capire le dinamiche umane, perché...

Con Oriana Fallaci. Il Vietnam, l’America e l’anno che cambiò la storia, Eva Giovannini e Michela Di Cecio propongono una graphic novel che parla della guerra del Vietnam, che divise l’opinione pubblica e trasformò il giornalismo anche grazie all’autorevole racconto della giornalista toscana, capace di inseguire e raccontare la verità. Il libro, che esce a quindici anni dalla morte di Oriana, si appoggia sui pensieri e i testi della Fallaci secondo cui “Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”. Il libro si apre con un’introduzione che contestualizza la graphic novel e si chiude con due interessanti interviste: quella a Kim Phúc, la donna protagonista della triste e premiata fotografia che la ritrae quando bambina ustionata dal napalm lanciato dagli americani sul suo villaggio, Trang Bang, corre nuda e urlante verso il fotografo Nick Ùt; e l’altra a Furio Colombo, ai tempi inviato della Rai a Saigon, amico di Oriana, nonché di Martin Luther King e Bob Kennedy. Le immagini della Di Cecio sono centrate sui volti dei personaggi, ne richiamano le caratteristiche reali, mentre gli ambienti e i paesaggi restano sullo sfondo, con particolari appena accennati. Il colore segna emotivamente le scene: il rosso che compare in ogni pagina sfumato ogni gradazione, la scala dei grigi, dell’ocra, dei marroni che predominano e talvolta si contrappongono alla gamma dei verdi. Ogni tavola restituisce senza alcun sconto il vischioso odore della guerra, l’opprimente peso della responsabilità, perché “i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi”.