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Origami

origami

La cittadina in cui vive Olga si chiama Itaque e il giorno in cui lei diviene una giovane bibliotecaria i genitori sono morti da oltre vent’anni. Quando resta orfana, cadono dalla libreria di casa due libri, che la nonna raccoglie in lacrime. E sono proprio i libri i compagni fedeli di Olga, che vive letteralmente in essi, senza interrogarsi sulla natura di chi la circonda se non per mezzo, appunto, dei libri. La somma dei suoi giorni la trascorre in biblioteca e si compiace di apparire in questo modo agli occhi degli altri, che ritiene piuttosto noiosi e decisamente tristi, impegnati come sono a dedicarsi esclusivamente alle loro abitudini. Non ama considerarsi una narcisista, ma è fuor di dubbio che la madre, prima di lasciarla, le abbia trasmesso l’amore per la poesia francese. Olga, in camera, tiene tutta una serie di fogli d’agenda e post-it, contenenti diverse poesie, che le rammentano di proseguire la sua vita, mantenendo un certo bon ton e un po’ di puzza sotto il naso. Quando piove, o quando le brutte notizie riportate dai telegiornali in TV la toccano particolarmente, prende dall’anta più alta della libreria, quella nella stanza rossa, i libri di Beckett o di Ibsen e li poggia sul suo comodino. Non li legge - non l’ha mai fatto - ma li tiene semplicemente lì, come amuleti. Ogni tanto si lamenta di dover trascorrere l’intera giornata a catalogare libri in biblioteca, così che le rimane davvero pochissimo tempo per parlare con le amiche. L’unica relazione affettiva che ha coltivato nel tempo è quella con Marianne, conosciuta per essere un soggetto piuttosto psicotico, con la fissa per la lettura e la passione per la matematica. Quando Olga era piccola, la nonna la invitava spesso a scrivere dei desideri sulla carta degli origami, che poi il nonno avrebbe raccolto per trasformarli in gru, cigni e ranocchi che gli avrebbero fatto compagnia mentre si recava a pesca…

La prima impressione, leggendo il romanzo di Sabatina Napolitano -poetessa di origine sarda, autrice di sette raccolte di poesia, vincitrice di diversi concorsi e al suo esordio come romanziera - è che la sua genesi vada ricercata in un percorso di studi originato dall’amore per la letteratura in generale e per le biblioteche in particolare. Degno di nota è il fatto che l’autrice sia una profonda studiosa di Nabokov, le cui influenze permeano l’intero romanzo, a partire dalla figura principale. Ambientata nell’immaginaria città di Itaque, la vicenda ruota intorno a una biblioteca, disposta su tre piani, di cui Olga - la protagonista - diviene la bibliotecaria. Olga è una giornalista di successo - dirige la rivista letteraria “Origami” - e le sue esperienze umane si intrecciano a quelle di altri personaggi, mantenendo costanti gli sfondi della biblioteca, appunto, e della rivista. Controversa e piena di spigolosità e passioni - confessate all’amante Emilio e all’amica Rossana, proiezioni di figure sviluppate attraverso le sue ombre - Olga proviene da una condizione apparentemente sfortunata, ma destinata a farsi simbolo profondo per la società di Itaque. È infatti un’orfana ed è cresciuta insieme ai nonni bibliotecari, da cui eredita la biblioteca di Itaque, appunto, e la passione per gli origami, termine che trova la propria radice nella lingua giapponese e che identifica l’antica arte di piegare la carta, per trasformarla in un oggetto della quotidianità. La Napolitano ripercorre i momenti più importanti della vita della protagonista, grazie ai quali entrerà in relazione con personaggi singolari - il marito Gustavo, editore e giornalista famoso; l’amica Marianne; il coraggioso figlio Edoardo solo per citarne alcuni - e situazioni straordinarie, per ciascuna delle quali sono sempre la cultura e la lettura a fornire personalità e spessore. Il percorso di Olga diventa dunque un cammino verso l’emancipazione, volto a renderla simbolo di libertà di pensiero e di espressione. Un percorso entusiasmante, un intreccio di esperienze non sempre del tutto compatibili, che mostrano come la vita sia “come un foglio di carta che si può piegare e ripiegare in forme inattese: un origami appunto”. Una scrittura rapida e interessante, che inevitabilmente mutua dalla poesia, per un romanzo ben riuscito che racchiude in sé diversi generi, che vanno dal romanzo sociologico al giallo, con qualche incursione nel romanzo psicologico e nel racconto rosa.