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Osmosi - Nati dalla parte sbagliata

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Nulla e nessuno le avrebbe mai divise. Jeny e Brigid se lo sono giurate da bambine, avrebbero sempre affrontato tutto insieme. Anche quella nuova avventura americana, il loro sogno, o meglio, il sogno di Jeny. Vita nuova, lavori nuovi, amici nuovi, stimoli nuovi, tutti ad Atlanta, dove Jeny ha intenzione di sfruttare il fisico da modella tentando di presentarsi nelle principali agenzie pubblicitarie della zona e non solo, al contrario di Brigid che invece ha intenzione di puntare tutto sulle proprie conoscenze proponendosi come specialista nelle cure con prodotti naturali, pet therapy, cristalloterapia e yoga per curare lo stress, le sofferenze dell’anima e quelle del cuore. È in una piccola casetta di legno ai confini della foresta che Brigid concentra tutte le sue forze. Lì ci vede un centro per la mente e lo spirito, il contatto con gli animali e la natura, le pietre e il buon cibo. Lì ha persino trovato un amico, Charles, una persona di cui potersi fidare, qualcuno di moralmente sano. Collabora con l’esercito per scoprire traffici di droga, di certo è diverso dalle persone che è sicura frequenti Jeny. Per lei è preoccupata davvero. La sente, ogni notte, rientrare a casa ubriaca o in lacrime e per questo litigano spesso. Brigid non perde tempo a rifugiarsi nel suo angolo di paradiso, per lavorare e scaricare la tensione. Una volta finito il centro e ristrutturata la casa riesce a stabilircisi. Vede Charles ogni giorno e comincia a conoscere il suo passato, poco alla volta...

Nati dalla parte sbagliata - questo il sottotitolo del primo volume della tetralogia Osmosi - è il romanzo d’esordio di Emanuela Lusuardi. Un romanzo a sfondo sociale che prende spunto da fatti di cronaca vera, come la storia delle bambine maledette o degli enfant sorciers della Repubblica democratica del Congo, bambine e bambini cacciati dalle loro stesse famiglie perché accusati di essere streghe e stregoni, utilizzate come capro espiatorio di disgrazie familiari oppure nati con disabilità fisiche o mentali, spesso costretti a vivere ai margini della società. Sono tanti i ragazzini di cui si legge nel romanzo, ragazzini adescati nei centri di accoglienza, minorenni o orfani che vengono istruiti su come muoversi nel regno della droga, e ragazzine destinate alla prostituzione. Gran parte del romanzo è dedicata a queste storie, raccontate poi con uno stile peculiare, distaccato, dal dialogo pressoché assente, lo stile adatto affinché il lettore si ritrovi a fare i conti con la loro effettiva crudezza, peccato che poi i reali protagonisti del romanzo siano Jeny, Brigid e Charles, personaggio liberamente ispirato a Keanu Reeves. Grande peso hanno infatti i loro rapporti interpersonali, descritti anche con particolare cura, ma resi pesanti a causa delle modalità attraverso cui viene narrata la vicenda, non adatte ad un romanzo tanto denso. Nati dalla parte sbagliata è un romanzo interessante, umanamente ricco ed emotivamente notevole, ma la prosa così ingessata e quasi priva di dialoghi rende le pagine difficili da smaltire e la lettura non proprio scorrevole.