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Pacifico

pacifico

Giappone, 27 aprile 1945. Il sole sorge quasi a suggellare il momento: Kaneda Isao è un soldato dell’Impero del Sol Levante e, insieme alla sua squadriglia, il 343° kokutai di Matsuyama, chiamato anche “Forza d’attacco Spada”, sta per aderire all’Operazione Kikusui, un progetto militare che sa di offerta sacrificale, in una guerra che questi uomini non hanno scelto di combattere ma per la quale non risparmieranno la loro vita. Due soli giorni lo dividono da morte certa e annunciata, dal suo destino, dal desiderio che lo accompagna da sempre: volare e difendere l’Impero. Non lo ammetterà mai, ma è terrorizzato. Sa, però, che non ha altre possibilità: è un soldato, cresciuto e formato come un samurai e legato indissolubilmente ad un codice d’onore che ha radici lontanissime nella tradizione giapponese. Offrire la sua vita per l’Impero renderà la nonna orgogliosa del nipote tanto amato. Anche il suo nome sarà tra quelli degli eroi insigniti del titolo di “stelle cadute dal cielo”, come da editto imperiale. È pronto. Sa esattamente cosa deve fare. È tutta la vita che si prepara per questo. Eppure, nel fondo del suo cuore, Kaneda scorge delle riserve, dei dubbi: l’esito della guerra è ormai certo e quel sacrificio sembra davvero inutile. Il fato sembra dargli ascolto quando una spia si accende improvvisamente durante il volo…

Pacifico è molto di più che il racconto delle crudeltà incomprensibili di una guerra feroce dal respiro planetario. È un viaggio nell’anima, quella del giovane Kaneda, combattuta tra il rispetto delle tradizioni, la vergogna di non essere all’altezza delle aspettative e la consapevolezza di dover affrontare un gesto inutile, raccontato con grazia poetica e intensità narrativa. Stéphanie Hochet, classe 1975, prolifica scrittrice parigina con all’attivo diversi premi, ci invita a viaggiare, con gli occhi del protagonista (aperti durante le sue numerosissime nottate insonni), attraverso il tempo e lo spazio, fino al Giappone imperiale, terra delle millenarie e fisse tradizioni, della visione della giovinezza come un fiore di ciliegio, fragile e sacrificabile per ideali più alti. Una terra che ha vissuto la profonda ferita della bomba atomica dopo la sanguinosissima battaglia di Okinawa. Un romanzo intenso e coinvolgente, dal sapore di dialogo interiore, che attraversa la vita di Kaneda (vibranti di emozioni i ricordi legati alla nonna, agli studi con il maestro Mizu, alle pagine di Shakespeare e degli autori latini), fino alla sua vita da pilota militare, missione suicida compresa. Romanzo, dal finale inatteso che un po’ spiazza e un po’ rincuora, da leggere in un soffio. Breve come la vita di un fiore di ciliegio.