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Padre vostro

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Novi Ligure, 21 febbraio 2001. All’interno di una inoffensiva, normale villetta color salmone si consuma uno dei delitti italiani più controversi della storia: Susanna Cassini e suo figlio, l’undicenne Gianluca De Nardi, vengono trovati morti, uccisi da ben 97 coltellate. 97. A chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine è la figlia, Erika, poco più che adolescente. I responsabili dell’omicidio, sostiene la ragazza, sono due extracomunitari, durante un tentativo di rapina finito male. Questa versione dei fatti di Erika però ha durata breve, perché ben presto la ragazza, insieme al fidanzatino dell’epoca, Omar, non lascia più alcun dubbio rispetto a come siano andati i fatti. A uccidere sua madre e il fratello sono stati proprio loro due, stanchi dei violenti e ripetuti litigi con la donna. Avrebbero ucciso anche il padre di Erika, Francesco De Nardo, se solo fosse stato in casa. Anche quella sera però Francesco ha fatto tardi al lavoro. Essere direttore dello stabilimento della Perugina ha i suoi pro e i suoi contro. Se da una parte gli ha assicurato una vita agiata, dall’altra lo ha deliberatamente sottratto alla vita familiare. Una sottrazione che lo ha anche reso cieco di fronte a ciò che stava per consumarsi, a ciò che avrebbe distrutto con 97 coltellate una famiglia, destinando sua figlia, la maggiore, all’odio e alla gogna pubblica…

Il collettivo di scrittura “a geometria variabile” Lou Palanca scuote gli animi, pesantemente, già alle prime pagine di questo Padre vostro edito da Rubbettino. A far da sfondo alla storia di Francesco De Nardo, tristemente noto come il padre del terribile delitto di Novi Ligure, è la pandemia di COVID-19. Apparentemente lontani, il lockdown e la vicenda del padre di Erika sono molto più vicini di quanto possa sembrare. Condividono la stessa risonanza mediatica, quella che ha unito milioni di italiani sui balconi a intonare che “andrà tutto bene”. La stessa che condanna, quella che non ammette redenzione né perdono. Una risonanza mediatica che si sofferma sul fotogramma di un padre che ha appena perso tutto, sui suoi occhi smarriti, incapaci di realizzare quanto sia stata distrutta la sua vita. Quella che credeva perfetta. La lettura del saggio genera continuamente spunti di riflessione, ci mette di fronte alla storia di un padre che ha deciso, consapevolmente, di salvare una figlia, la stessa che l’ha privato della sua famiglia. Perdono, ben diverso da compassione. Il perdono di un padre. Un perdono che non giustifica ma prende atto, scegliendo razionalmente l’amore all’odio. Padre vostro non racconta la storia di Novi Ligure, non esamina il prima e il durante, non sguazza nei dettagli della vicenda, alla ricerca di un appiglio utile a evitare la tragedia. Cambia il punto di vista e sceglie la storia di Francesco. “Un uomo d’acciaio e, senza incertezze, per sempre un padre”. E un padre non si giudica.