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Palermo criminale

Palermo criminale
Palermo. I dodici mesi da gennaio a dicembre 2004. È l’anno della promozione della squadra rosanero in serie A, governa Berlusconi. I primi giorni dell’anno, al sesto piano del condominio di via Resuttana, la 50enne Enza decide di regolare i conti col marito Enzo: gli ripropone di vendersi l’OASI BAR,  flirta alla finestra con due albanesi, s’incazza con la vicina (forse amante) Vitalba Zappalà. Gli ultimi giorni dell’anno la 19enne Martina Scibona, appena diplomata, cantante in fieri, orfana di madre da quasi 7 anni, padre a casa traumatizzato per un altro incidente e in amnesia totale (dopo un’ora ri-scorda tutto), all’ennesima triste rivelazione decide di farla finita…

In mezzo a queste due storie ci sono altre dieci narrazioni, più o meno ispirate a storie vere, meno o più intrecciate le une alle altre. Per un editore milanese undici scrittori e una scrittrice siciliani, perlopiù proprio palermitani, nati fra il 1958 e il 1975, mai esordienti. Ognuno a suo modo, raccontano la città: hanno scritto in parallelo un affresco corale di Palermo in dodici episodi collocati nei vari mesi, un poco più spesso in prima persona piuttosto che in terza. L’esperimento riesce bene, alcuni racconti sono davvero efficaci, tutti ben scritti. Vi è un curatore unico dell’opera, Antonio Pagliaro, che ha scritto anche l’ultimo racconto, uno dei più belli. La mafia resta sullo sfondo e le dinamiche criminali sono universali, per quanto contestualizzate con il tipico accento.