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Pantheon - La vera storia degli dèi egizi

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La vita e la morte non esistevano, il giorno e la notte non c’erano: nella prima era dell’Egitto, uomini e dèi vivevano insieme in un paradiso governato da Ra, il dio sole. Il tempo che scorreva, però, aveva logorato il sovrano, e gli uomini, approfittandosene, avevano iniziato ad ordire complotti contro di lui. Fu così che Ra trasformò la giovane Hathor in Sekhmet, signora del terrore, sterminando gli umani e costringendo i pochi sopravvissuti a rifugiarsi nel deserto. La situazione era un po’ sfuggita di mano! Con l’aiuto di un sacerdote (e di tanta birra colorata di rosso) la furia di Sekhmet fu arrestata, ma Ra si rese conto che era arrivato il momento che gli umani vivessero da soli. Nut si trasformò in una vacca celeste e trasportò gli dei in un regno nel cielo, spargendo le stelle nell’oscurità. Una volta morti, poi, anche gli uomini si sarebbero uniti a loro nella “duat”, conquistando una forma di immortalità. Questo progetto, però, sembrava non soddisfare del tutto gli dèi, preoccupati che gli uomini potessero avere ancora bisogno di loro. Fu così che decisero di lasciare loro un intermediario, un faraone, che fosse un po’ uomo ed un po’ dio: il giovane Osiride venne mandato sulla Terra insieme ai suoi consanguinei Iside, Seth e Nefti. Seth non diede vita facile al fratello. A sua discolpa, si può dire che lo aveva dichiarato subito: “io incasinerò tutto”, aveva preannunciato…

Ogni storia mitologica ha diverse versioni: episodi, personaggi e dettagli sono sempre rimaneggiati nel tempo, cambiano o si sovrappongono. La mitologia dell’antico Egitto risulta particolarmente complessa, ricca di dinastie dalle parentele intrecciate, omicidi, fratricidi, incesti, sdoppiamenti di identità. L’autore Hamish Steele dichiara che, per gli antichi Egizi, il simbolismo era molto importante ma non era pensato per essere preso alla lettera, bensì per essere buffo e divertente. Con i suoi toni umoristici, dunque, Steele propone una versione del mito che considera più autentica e di sicuro, possiamo aggiungere noi, simpatica ed originale. La lotta per la supremazia tra Osiride e Seth, reciprocamente supportati dalle sorelle e mogli Nefti e Iside, e poi tra Seth e Horus, è raccontata in modo leggero, spassoso ed a tratti irriverente. Dettagli teoricamente macabri come amputazioni risultano comici, persino la descrizione del processo di mummificazione è ilare e spiritosa. Il disegno, che strizza l’occhio all’iconografia egizia, è semplice e molto ironico; i colori saturi supportano l’atmosfera umoristica dell’intera narrazione. Bella trovata il gioco che l’autore fa sull’occhio ferito di Horus, che non si riesce a vedere a causa della tipica rappresentazione grafica delle figure di profilo. Creatore del webcomic Deadendia, fumettista, illustratore e direttore dell’animazione, Steele intrattiene divertendo, forse anche divertendosi!

 


 

 

TESTO CRITICA