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Paradiso in cellofan

Paradiso in cellofan

Cosimo si alza dal letto con la bocca secca e un leggero mal di testa. È completamente nudo. Le nove devono essere passate da un po’, ma non è che gl’importi poi tanto. È domenica e l’ufficio in cui lavora come contabile è chiuso. Cosimo si infila le ciabatte e, cercando di evitare gli abiti disseminati sul pavimento, si dirige verso la cucina. Muore dalla voglia di un caffè e mette in fretta la caffettiera sul fuoco. Poi, mentre attende che il liquido esca, ciabatta in salotto, dove accende prima la TV poi una sigaretta. Passa da un canale all’altro finché l’aroma di caffè e il borbottio della moka richiamano la sua attenzione. Si versa la bevanda bollente nella tazza, la beve, spegne la TV e torna in silenzio verso la camera da letto. Si muove piano perché non è solo. L’altra metà del letto è occupata da Katia - forse scritto con la k, anche se non ne è sicuro - conosciuta la sera prima durante una festa a casa di amici... La famiglia di Guido si è trasferita, da poco tempo, in una piccola località della provincia lombarda. Secondo suo padre Leo si tratta del luogo ideale per le loro esigenze. Abbastanza grande perché non manchi nulla di ciò che davvero serve e non così grande da conservare i problemi tipici del capoluogo meneghino. A dir la verità, però, il trasferimento - la cui ragione di fondo è da ricercarsi nelle esigenze lavorative di Leo - ha mandato in crisi il poco più che maggiorenne Guido che, costretto a lasciare all’improvviso amici e abitudini consolidate, si sente scontento e solo... Ada fatica a compiere qualsiasi movimento. Stremata e seduta accanto al feretro del padre da poco deceduto, riesce a muovere impercettibilmente soltanto labbra, narici e palpebre. Inoltre, il risentimento nei confronti della madre - che è sempre riuscita a dominare - sta prepotentemente esplodendo. Quando Ada era una bambina, suo padre era già un medico di fama internazionale. Spesso impegnato per congressi di medicina in Italia e all’estero, sapeva tuttavia essere un padre amorevole e ineccepibile quando gli impegni glielo consentivano...

Una breve antologia composta da undici racconti che mostrano il nostro tempo. Situazioni quotidiane, drammatiche, grottesche, umoristiche o provocatorie, mostrate senza filtri e senza alcuna censura, che scandagliano gli anfratti più nascosti dell’animo umano e ne descrivono ossessioni e manie, bassezze e grandiosità. Con uno stile potente e diretto, Marco Lombardozzi - autore marchigiano che ha coltivato da autodidatta la sua passione per le attività artistiche, musica e scrittura tra tutte - riesce, pur nella brevità di un racconto, a far muovere personaggi capaci di raccontarsi nelle diverse sfaccettature che li compongono. Riflessioni sull’esistenza e sul vuoto affettivo che spesso la abita; vite dorate che nascondono aberranti storture; veri e propri inni alla vita che si contrappongono alla ricerca forsennata di piaceri effimeri; racconti che fanno del sesso, esplicito o contro natura, il perno della vicenda. Le undici storie offrono uno spaccato reale della società e sono istantanee di un mondo in cui si alternano figure di uomini capaci di interrogarsi ad altre in cui si è abbrutiti dalle esperienze e si finisce con il perdersi. C’è chi vende alle donne la speranza di essere lo straordinario oggetto d’amore di uomini speciali e chi ha solo dieci anni e già è destabilizzato dalla consapevolezza di come funzioni il ciclo vitale. C’è chi vive giorno dopo giorno sulla propria pelle il confine tra inattuabile e irrinunciabile e chi è convinto che l’unico vero mistero nella vita sia quello racchiuso nel cervello umano. La scrittura, elegante e mai artefatta, invita il lettore ad immergersi in una lettura concreta, capace di condurlo fin sulla cima del mondo per poi spingerlo giù, nel più profondo degli abissi. Storie che possono essere scelte a caso, senza la necessità che vengano lette una di seguito all’altra e che sono quindi consigliate a chi non ha troppo tempo da dedicare alla lettura, ma non vuole comunque privarsi del piacere che essa procura. Piccole pillole di quotidianità in cui è facile ritrovarsi e che invitano alla riflessione.