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Parigi 25/44

Parigi 25/44
È il 1925, e se c'è un centro del mondo in quegli anni è Parigi. Per le sue strade passeggiano scrittori, pittori, poeti e filosofi. Accanto a loro si muove l'altra città, quella che vive di notte, fatta di bar fumosi, magnaccia e prostitute. Eva è una di queste, da un po' di tempo non si sente bene e il tempo che riesce a stare sulla strada e sempre di meno. Ma Antoine, il suo pappone, non vuole sentire ragioni e la costringe lo stesso ad andare a battere. Eva però non ce la fa davvero più, il mondo le sta crollando addosso, l'unica soluzione è farla finita una volta per tutte. Eva arriva fino alla Senna con l'intenzione di buttarsi nel fiume ma proprio quando sta per farlo un uomo la ferma. Lui, alto e robusto, è un giornalista americano, si chiama Ernest Hemingway. Decide di riaccompagnare Eva fino alla locanda dove gli dice di abitare ma una volta lì non viene accolto bene. Antoine è furioso, scoppia la rissa, Hemingway atterra l'uomo con un gancio destro ma Eva gli spacca una bottiglia sulla testa. Il giornalista-scrittore sviene e alcuni scagnozzi lo scaricano in strada. Quando si risveglia un ragazzo è pronto a soccorrerlo, gli racconta come sono andate le cose e gli chiede informazioni su Eva, lui è un giovane studente, si chiama Jean-Paul Sartre...
Nel linguaggio del fumetto, in particolare quello supereroistico, si parla di crossover quando personaggi di serie diverse si incontrano eccezionalmente in un'unica storia per affrontare, per esempio, un cattivo che può essere battuto solo unendo le forze. Mitici crossover sono stati quelli tra Batman e Superman, tra I Fantastici Quattro e l'Uomo Ragno, tra gli X-Men e i Vendicatori. Per gli appassionati del genere robe di questo tipo equivalgono a una serie pazzesca di orgasmi multipli. Dick Matena, fumettista di origine olandese, con il suo Parigi 25/44 fa proprio questo. Non un orgasmo multiplo, ma un crossover tra i più grandi scrittori e artisti abitanti nella capitale francese nel 1925. In quegli anni Parigi era veramente l'ombelico del mondo e i personaggi che compaiono nel fumetto, come spiega l'autore nella prefazione al suo volume, hanno camminato veramente sulle stesse strade nello stesso arco di tempo. La storia, ovviamente, non è vera, ma questo è quello che sarebbe potuto succedere (con qualche licenza poetica - per esempio Ezra Pound, uno dei personaggi, nel 1925 era già in Italia) se il destino avesse deciso di fare incontrare le menti geniali che in quegli anni vivano a Parigi tra una bettola e un salotto letterario. Hemingway, Sartre, Ezra Pound, Picasso, Joyce, Gertrude Stein, Salvator Dalì, Fitzgerald: sono questi i supereroi della letteratura (e non solo) che Matena mette insieme per costruire una storia dai forti sapori noir. Proprio come i disegni, tutti in bianco e nero, dove il nero china colora ombre e oscurità per raccontare una Parigi quasi sempre in notturna. Il tratto ricorda volutamente i fumetti degli anni '30, come per esempio Dick Tracy. Una scena su tutte merita di essere raccontata: Dalì ha sfidato a duello Joyce ma al momento dello scontro lo scrittore irlandese si presenta ubriaco fradicio così, al posto suo, fa a cazzotti Hemingway mentre Picasso, che aveva accompagnato Dalì, resta a guardare. Il tutto avviene sotto la torre Eiffel e, alla fine, ha la meglio Hemingway. Ma prima di andarsene sembra che Picasso voglia dire qualcosa allo scrittore americano: «Hem... ». Hemingway si volta: «Sì?». «È un bel periodo per vivere a Parigi, vero?». «Il più bello, Pablo, il più bello».