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Parole di Caramello

Parole di Caramello

Kori ha otto anni e vive a Smara, un campo per rifugiati del popolo Saharawi, nel deserto algerino. Kori è sordo e non sente le voci delle persone che vivono con lui né quella di Fatimetsu, la sua maestra dolce e affettuosa, né i versi degli animali, né il rombo dei rari mezzi motorizzati che passano attraverso il campo. Kori frequenta una scuola speciale, insieme ad altri bambini come lui, e gli piace molto disegnare. Disegna auto e animali, tra i quali i suoi preferiti sono i dromedari; gli piacciono i loro movimenti lenti, ammira la serenità con cui sopportano di stare rinchiusi nei recinti, ammira la loro altezza placida e solenne. Kori, dopo aver disegnato i dromedari sul quaderno di scuola, sulla strada del ritorno a casa si ferma a lungo dinanzi ai recinti in cui gli amati dromedari sono custoditi. Osserva il movimento delle loro labbra e immagina che parlino come le persone, anche se lui non può sentirli. Kori va spesso a trovare anche la grande dromedaria di sua zia, aiuta a darle da mangiare, osserva lo svolgimento della mungitura. Un pomeriggio scopre che accanto alla dromedaria c’è un piccolo, il suo “bambino”! Kori ride felice, quel dromedario neonato gli piace molto e, considerato il suo colore, gli dà il nome di Caramello. Pare che il nome piaccia anche al nuovo nato, che ricambia con dolcezza lo sguardo del bambino. In quel momento Kori e Caramello iniziano a volersi bene...

Parole di caramello è un libro stupendo, da ogni punto di vista: testo e stile, illustrazioni, veste editoriale. È anche un libro che sa raccontare con magistrale sobrietà, saggezza e naturalezza una storia che nasce e si svolge in una situazione difficile, come quella dei Sahrawi, definiti “profughi dimenticati” per il protrarsi nei decenni della loro condizione apparentemente senza soluzione. Tuttavia questa condizione è per Kori, che non ne conosce altre, la normale condizione di ogni vita, il mondo così com’è. E lo scrittore la racconta con il linguaggio della normalità, senza quelle sbavature e quel pietismo che spesso condisce i discorsi e le narrazioni su “chi è meno fortunato di noi”. Dall’amicizia anche qui, come ovunque, possono nascere grandi cose. Nasce così in Kori la volontà di imparare a scrivere, per non dimenticare quanto Caramello gli racconta del deserto, del cielo, delle oasi, brevi frasi, pensieri e versi densi di colori e poesia. Una grande prova, dolorosa e difficile, attende, però, i due amici. Una prova che, una volta superata, avrà a che fare con l’eternità e la poesia. Gonzalo Moure, le cui opere sono state più volte premiate, è uno scrittore che si distingue per l’impegno nei confronti dei diritti dell’infanzia e nella diffusione della lettura in contesti educativi difficili. Le immagini di Maria Girón - calde, essenziali, perfette in relazione al testo - costituiscono un ulteriore elemento capace di parlare ai cuori di chi legge questo libro.