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Partitura n.1 - Almost_blue

Partitura 1 Almost_blue

C’è un tipo bizzarro a Napoli – strano forte eh! – ma che non fa male  a nessuno e se ama sedersi al bar in piazza e annusarsi calzini e scarpe (dopo esserli sfilati ovviamente) o se ha deciso di farsi cucire l’ombelico, tutto sommato non importa a nessuno. Ma quello che si inventa la notte del 12 febbraio 1823 un po’ di scalpore lo suscita e – si sa – se vai a sfottere il prete in casa sua qualche conseguenza te la devi aspettare. C’è un terrone, intristito a causa del “bel culetto” lasciato nel gelido nord, che se ne torna a casa infelice, contento solo di abbandonare l’irreale perfezione improbabile di un bar e di una stazione “da fratelli Grimm” (e non nel senso di favola spaventosa). Vuoi mettere la puzza confortante (confortante?!) della stazione di Bari! È che certe volte basta un tragitto di qualche ora in un vagone simil - carro bestiame e tutto assume un’altra prospettiva e un’altra luce: quella del mare e quella del sole dai “riflessi mesciati” di casa tua. E poi c’è uno status su Facebook (o forse è solo un incubo pre morte) e poi tangenziali e circonvallazioni più pericolose di quel che pare e poi sguardi che cercano di essere cattivi e sono solo tristi… 
Alla fine del 2012, a sfidare previsioni apocalittiche di distruzione, nasce la ‘round midnight edizioni, che di sfide se ne propone tante, a cominciare dalla voglia di parlare di editoria alternativa in un momento in cui anche quella tradizionale vive una profonda crisi. La prima proposta coincide con una idea interessante e funzionale, una collana di piccoli volumi, chiamata Partitura, “connubio di diverse voci […] che cercano di esprimere quello che hanno dentro nell’unico modo che hanno a disposizione: creando!” – per usare le parole dell’editore. Uno strumento utile per sondare nuove proposte espressive e valutarne l’impatto sui lettori. I linguaggi, nei margini di quanto consentito dal mezzo, non hanno limiti e spaziano dall’arte figurativa alla critica estetica, al racconto classico, alla prosa lirica, alla fotografia, alla poesia “maledetta”. Il racconto più composito e articolato pare strizzare l’occhio a certa aneddotica a la Camilleri, intrisa qui di certa burla anticlericale che pare uno sberleffo di Pulcinella, per concludersi poi con un tono più serio e anche suggestivo. Un viaggio in treno ha sempre la malinconia che resta sottesa al narrato e parlare di ritorni, benché nelle paludi stagne di certa realtà, ha sempre quel retrogusto dolce – amaro che ti fa simpatizzare puntualmente per un bar zozzo ma sincero nel suo aspetto piuttosto che per una stazione perfetta e gelida che finge di essere ciò che non è … La poesia moderna non si declina secondo i parametri classici e ciò che importa è quello che lascia in chi legge, che sia un interrogativo, un sorriso o un dolore sordo come un pugno nello stomaco. Esperimenti narrativi e linguistici, ma anche strade già battute che vale sempre la pena percorrere: questo è Partitura n.1 Almost_blue, che in questo primo capitolo, appunto, ha il sapore quasi triste e il sorriso lento e mesto di un dolce pezzo jazz. Che colore avrà invece Partitura n.2?