Salta al contenuto principale

The Passenger - Irlanda

thepassenger

Le lotte per i diritti riproduttivi in Irlanda hanno avuto due tappe fondamentali: l’approvazione della vendita di contraccettivi nel 1985 e la rimozione dell’ottavo emendamento della costituzione nel 2018, che vietava l’aborto. Le donne, insieme ai loro partner, hanno lottato contro l’oscurantismo cattolico che ne ha condizionato le esistenze. Così è stato per la legge sul divorzio, per riconoscere gli stessi diritti ai bambini nati da madri non sposate rispetto a quelli nati in famiglie reputate “legittime”, per denunciare dopo anni di insabbiamenti gli abusi sui minori e le migliaia di morti dovute alle istituzioni religiose. Le battaglie per il matrimonio egualitario, la fine del silenzio sulle adozioni dei figli imposte alle ragazze madri (ma è ancora vietato accedere agli atti di nascita per chi desidera scoprire le proprie origini). Un risveglio che unisce la volontà di riscatto al desiderio di ribellione, che a partire dagli anni novanta ha cambiato la mentalità degli irlandesi… Lodge Bog si trova nella palude di Allen, torbiera antica di 960 chilometri quadrati nelle Midlands irlandesi. Nel 1982 è stato istituito il Consiglio irlandese per la conservazione delle torbiere (Ipcc), siti importanti per il loro esercitare un effetto di raffreddamento sul clima. Quando una palude viene drenata, la torba (per anni il principale combustibile irlandese) affiora e si secca, a questo punto la quantità di carbonio accumulato in migliaia d’anni di depositi rilasciata nell’atmosfera è enorme. Il passaggio a energie rinnovabili difficilmente compenserà il danno ambientale perpetrato… Alla fine dell’Era glaciale i primi colonizzatori sono approdati in terra irlandese, da allora il mare è sempre stato una risorsa e la pesca un’attività imprescindibile, al punto da condizionare la lingua e le sue sfumature, che oggi vanno perdendosi (il gaelico va scomparendo, viene parlato solo da piccole comunità isolate). Nel 1973 l’Irlanda è entrata a fare parte della Comunità economica europea, svendendo i diritti di pesca per ragioni economiche. Una decisione che oggi causa non pochi rimpianti e un profondo senso di vergogna in alcune persone…

Il libro-magazine (così definito dall’editore Iperborea) della collana The Passenger dedicato all’Irlanda, offre una raccolta di inchieste, reportage e saggi di vario argomento pubblicati nel corso degli anni: legislazione, economia, guerra civile, rugby, divisioni politiche, malessere giovanile, scelti proprio per offrire al lettore uno sguardo d’insieme sulle peculiarità di questa terra, che ritroviamo anche nelle parole dello scrittore Colum McCann, tratte dal saggio Ricordi d’Irlanda, contenuto nel volume: “In questa terra la luce gioca con l’ombra, forse più che in qualsiasi altro luogo del mondo. Torbiere, caseggiati, stradine serpeggianti, ruscelli guizzanti, sguardi furtivi. Terra di santi, di studiosi, di schizofrenici”. Una terra che forse più di qualunque altra al mondo sa cosa sia una guerra fratricida e quale prezzo comporti, dopo trent’anni di Troubles, così viene chiamato il conflitto civile che ha insanguinato l’isola. Terra selvaggia, povera, schiava di un pesante oscurantismo religioso da cui solo recentemente si è liberata (o quasi), ma ricca di spiritualità, tradizione, cultura e bellezze naturali. E perché no, magia. La parola che rappresenta la costante tra gli articoli raccolti nel volume è: cambiamento. Tutti gli autori sottolineano come l’isola sia cambiata negli ultimi decenni, cambiamenti positivi se si parla di diritti civili e giustizia sociale, negativi se si parla di urbanizzazione selvaggia e perdita d’identità. Enorme il peso della pace nel 1998 (nota come “l’accordo del venerdì Santo”): il filo spinato è stato tolto, non si cercano più bombe sotto le auto, Belfast rinasce e le ragazze non vengono malmenate perché amano il ragazzo sbagliato, il ragazzo dall’altra parte del confine. Alti e bassi di una terra che emerge economicamente grazie ai fondi europei (il periodo d’oro a cavallo tra la metà degli anni ’90 e i primi 2000 è chiamato “La tigre celtica”) e fa i conti oggi con la Brexit, che alimenta nuovamente instabilità e rigurgiti unionisti, ma i tempi sono cambiati e mantenere la pace e un certo equilibrio è vitale. Il volume è arricchito dalle foto di Kenneth O Halloran, che ritraggono aree periferiche, città, siti d’interesse e paesaggi, non mancano gli scatti dedicati agli abitanti dell’isola. I loro volti hanno sguardi che arrivano dritto al cuore, custodiscono la memoria delle generazioni passate. Osservandoli si ha quasi l’impressione di vedere il súóg (così veniva definito il segno lasciato dalle lacrime sulle guance in gaelico). L’Irlanda è una terra di memorie e di fantasmi che assillano chi la abita, chi la abbandona e chi la visita.