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The Passenger – Sardegna

The Passenger – Sardegna

È alla rivolta di Pratobello del 1969 – una sollevazione popolare antimilitarista contro un poligono di tiro nei pressi di Orgosolo – che si ispira il movimento contro le rinnovabili nato in Sardegna nel 2024. La mobilitazione a cui i comitati danno il via ha l’obiettivo di raccogliere 10 mila firme, ne ottengono 210 mila. La questione non è semplice e presenta varie contraddizioni. Un movimento spontaneo e popolare nato dal basso che subisce una strumentalizzazione dall’alto, “dai poteri più consolidati che ci sono sull’isola” che puntano a proteggere i propri interessi economici, come lo sviluppo dell’infrastruttura del gas e quello dell’edilizia… “Scoprire di abitare in un’isola significa capire ben presto di avere a disposizione una versione in vitro del mondo circostante”. Abitare in Sardegna, soprattutto per chi è nato in Barbagia negli anni Sessanta, equivale ad abitare in un piccolo continente. Il viaggio in traghetto dal porto di Cagliari o da quello di Olbia equivale a una fase intermedia, un limbo. Il viaggio può terminare con l’attracco a Genova o Livorno o Civitavecchia e da questo momento la percezione delle distanze dell’isolano muta: “Come se avesse perso il suo metro. Come se gli mancasse il sestante per orientarsi”… Sono numerosi i tesori archeologici della penisola del Sinis, uno di questi è il villaggio di San Salvatore, costituito da un gruppo di case disabitate per buona parte dell’anno. Al centro del villaggio sorge la chiesetta dedicata a Gesù Salvatore, che racchiude l’ipogeo di un luogo di devozione cristiana, in un sito che da millenni è legato al culto delle acque. Il primo di settembre si tiene la Corsa degli scalzi, una celebrazione religiosa risalente al 1619, a cui partecipano centinaia di cabraresi… Ci sono storie che accomunano tutti quelli che sono nati in una terra soggetta a dominazione, un luogo in cui una lingua imposta è diventata quella ufficiale e l’altra lingua, “quella che c’era prima”, ha finito con l’essere utilizzata solo tra amici e in famiglia. Terre in cui i parlanti ritengono che il solo modo per garantire ai figli il riscatto sociale sia imporre loro l’apprendimento della lingua ufficiale. I parlanti la lingua sarda rappresentano la minoranza linguistica più numerosa tra le 12 riconosciute in Italia…

Quello dedicato alla Sardegna è il quarantesimo volume della collana The Passenger per coloro che desiderano esplorare il mondo e hanno la possibilità di farlo attraverso i reportage, le inchieste e i saggi raccolti nei vari volumi. Attraverso molteplici argomenti che riguardano la politica, la società, la cultura, l’economia e il costume si cerca di tracciare un percorso che guidi il lettore nella conoscenza e nella comprensione dei tratti peculiari di un popolo e di un territorio. La Sardegna è la terza regione più grande d’Italia – dopo Sicilia e Piemonte – ha circa 1,55 milioni di abitanti e oltre la metà risiede nelle aree metropolitane di Cagliari e Sassari. È nota per i caratteristici nuraghi, costruzioni di pietra erette tra il 1800 e il 1100 a. C, se ne contano circa 7000 in diversi stati di conservazione. L’isola ha una storia millenaria in ambito archeologico-artistico, è rinomata per le sue spiagge e le sue acque cristalline e soffre da anni per la pressione di un turismo sfrenato, che colpisce anche l’entroterra, come evidenzia Cristina Nadotti, “dove l’afflusso dei turisti cambia le modalità con cui le comunità hanno sempre celebrato riti religiosi e feste tradizionali” trasformandole in attrazioni, poiché da questo dipende in buona parte l’economia del luogo. I sardi desiderano conservare la propria identità, fronteggiano le pressioni esterne con orgoglio, ma spesso perdono la visione d’insieme e si lasciano condizionare proprio da ciò che vorrebbero tenere a distanza, sottolinea Marcello Fois: “In un mercato rivolto naturalmente all’esterno, al turista, il folklore non è nient’altro che la sintesi addomesticata delle proprie attitudini. Noi sardi siamo tra i pochissimi che possono essere definiti turisti di se stessi. […] Crediamo di sapere, ma siamo il frutto di un costante, testardo, fraintendimento”. Crisi d’identità, aspirazione alla realizzazione individuale, lavoro precario, solitudine, una molteplicità di fattori che minano la fiducia e oggi la Sardegna è la regione italiana col più alto tasso di mortalità per suicidio. Inoltre, l’isola subisce da settant’anni il peso delle servitù militare, il suo essere scarsamente abitata l’ha resa il sito ideale per collocare basi militari, poligoni di tiro, in cambio di una irrisoria ricaduta occupazionale, che è costata agli abitanti la perdita di parte del territorio, in cui è impossibile compiere opere di bonifica a causa degli alti costi. La Sardegna è dunque un’isola ricca di contraddizioni, abitata (e difesa) da un popolo che si professa fiero e tenta di preservare in maniera più o meno efficace e coordinata il proprio spazio vitale e le proprie tradizioni, che si sente schiacciato dagli obblighi nazionali, che si sente spesso incompreso. Gli articoli contenuti nel volume mettono in luce molti di questi elementi contraddittori ed è possibile che riescano a far storcere il naso a qualcuno. L’autocritica si sa, non fa mai male. Nelle ultime pagine è presente un codice QR che permette l’ascolto su Spotify di una serie di brani scelti da Jacopo Incani, musicista e produttore sardo (in arte Iosonouncane). Le immagini presenti nel libro sono opera del fotografo e documentarista Alessandro Toscano, le illustrazioni sono di Edoardo Massa.