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Paura e mistero

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Il pensiero della morte è diventato il fulcro attorno a cui tutto ruota. Forse, l’apatia di cui soffre da almeno sei mesi, è stata un segno, una premonizione di quanto sta per accadere: lui è semplicemente certo del fatto che l’intervento chirurgico che sta per subire avrà esito fatale… I tre anziani custodi del castello hanno cercato di dissuaderlo: nessuno di loro quella notte oserà varcare la soglia della stanza rossa in cui il giovane avventore ha deciso di dormire. Lui però non ha dubbi: le storie di fantasmi e di case infestate non gli fanno certo paura. E poi il revolver in tasca lo fa sentire al sicuro… Complice qualche bicchiere di whisky, il vecchio tassidermista è in vena di confidenze: racconta di come riesca a realizzare esemplari di uccelli estinti che solo indagini molto approfondite permetterebbero di distinguere dagli originali. E di come il suo mestiere sconfini nell’arte, quando crea esseri mai esistiti… Il batteriologo osserva l’uomo pallido che si è presentato nel pomeriggio nel suo laboratorio con una nota di presentazione da parte di un vecchio amico. Per un attimo ha intercettato il brillio nel suo sguardo, quando gli ha rivelato che, in una delle provette sigillate, c’è una coltura di bacilli del colera… Winter Wadderburn è “timido, solitario, piuttosto inadeguato”: non ha mai vissuto nulla di eclatante, non si è mai innamorato, non si è sposato. Coltiva orchidee in una piccola serra e ha un sogno: dare il suo nome ad una nuova specie. Per questo frequenta in modo assiduo le vendite specializzate in piante ancora in bocciolo. Quando torna a casa con l’esemplare dalla strana forma, un rizoma apparentemente avvizzito, è felice: è piuttosto sicuro che, una volta fiorita, quella pianta si rivelerà appartenere ad una specie ancora sconosciuta… L’aspetto trasandato dell’uomo che contempla accanto a lui il profilo notturno di Londra dal parapetto della banchina lungo il fiume, sporco, vestito di stracci, gli ha fatto pensare, almeno all’inizio, di trovarsi di fronte ad una persona in miseria. Ma quando quello stesso individuo ha tirato fuori da una borsa di tela appesa al collo un diamante grezzo, asserendo di esserne il fabbricante, si è deciso ad ascoltarne la storia… L’evento che ha dato inizio a tutto si è verificato nel corso di un violento temporale. Sydney Davidson era solo nel laboratorio principale. Dopo un tuono particolarmente fragoroso è stato ritrovato in uno strano stato di alterazione mentale: “si muoveva come se stesse graffiando qualcosa di invisibile a un metro dalla sua faccia”…

Apparsi su quotidiani come “Pall Mall Gazette”, e su riviste come “Pall Mall Budget”, “Pearson’s Magazine” e “Idler”, nel periodo compreso tra il 1894 e il 1903, otto dei dodici racconti proposti in questo portfolio andranno a costituire, nel 1895, il corpus principale di The Stolen Bacillus and Other Incidents, la prima raccolta di quindici storie brevi (edita in Italia per la prima volta un decennio più tardi con il titolo Novelle straordinarie, Fratelli Treves Editori, 1905, e in seguito come Il bacillo rubato e altri casi) firmata H.G. Wells, ovvero Herbert George Wells, prolifico autore inglese, considerato tra i padri nobili del romanzo scientifico e della fantascienza, pacifista, più volte candidato al premio Nobel per la Letteratura nel corso della sua vita. La selezione si apre con Sotto i ferri, racconto dai risvolti filosofici su una esperienza di pre-morte che potrebbe racchiudere la chiave per l’accesso ad uno stato di consapevolezza più elevato, e che lascia nel lettore il dubbio sul fatto che quanto narrato sia effettivamente avvenuto, o sia solo un effetto collaterale del cloroformio con cui il protagonista è stato anestetizzato. Se Il furto di Hammerpond Park si rivela come un divertissement letterario, una piccola commedia degli equivoci scritta con una buona dose di humor britannico, sono di sicuro interesse, alla luce della produzione successiva, Il fabbricante di diamanti, in cui Wells inizia a delineare la figura dell’uomo di scienza totalmente devoto ad un progetto, a cui sacrifica vita, reputazione e benessere, e L’eccezionale caso degli occhi di Davidson, che conferma le capacità predittive di uno scrittore che nel 1913, ne La liberazione del mondo, avrebbe preconizzato l’avvento della bomba atomica: nel racconto, scritto in un’epoca precedente la formulazione della teoria della relatività ad opera di Albert Einstein, compare quella che, a tutti gli effetti, sembra essere una distorsione spaziale - causata da un fenomeno elettromagnetico -, che mette in connessione un senso del protagonista (la vista) con una realtà presente a migliaia di miglia di distanza. Il bacillo rubato è una breve riflessione, che al giorno d’oggi può apparire quasi scontata, sul rischio che un’arma batteriologica finisca nelle mani sbagliate, ma che al tempo deve aver fatto correre più di un brivido lungo la schiena dei lettori: a movimentare la narrazione, una grottesca scena di inseguimento tra carrozze tra le strade di Londra, descritta con occhio decisamente cinematografico. I successi di un tassidermista passerebbe piuttosto inosservato, se non ci offrisse lo spaccato del momento storico in cui la brama di collezionismo ha iniziato a contribuire in modo significativo alla scomparsa di specie animali (le grandi alche, citate, erano state dichiarate estinte nel 1844, pochi decenni prima della stesura del testo: la richiesta di esemplari e uova da parte di musei e collezionisti privati era aumentata quando era stato evidente che la popolazione stava rapidamente diminuendo). Pur con qualche limite stilistico - che emerge soprattutto in finali didascalici ed eccessivamente lineari -, considerate seminali per lo sviluppo delle tematiche care a Wells (che, nello stesso anno, conoscerà il successo con il romanzo La macchina del tempo), queste trame ci consentono di tracciare le coordinate di autori di riferimento e influenze letterarie: ne Il tesoro nella foresta risuonano echi di storie di avventura stevensoniane (il celebre L’isola del tesoro era stato stampato solo pochi anni prima, nel 1883); ne I predoni del mare sono rintracciabili suggestioni da Ventimila leghe sotto i mari, di Jules Verne. La stanza rossa è una variazione dai riflessi gotici sul tema della casa infestata, in cui si rende manifesta una notevole abilità nel creare uno stato di crescente suspense, e che non può che rinviare alle creazioni di Edgar Allan Poe. La fioritura della strana orchidea, il già citato I predoni del mare e La valle dei ragni (sconsigliatissimo agli aracnofobici!) che chiude questa raccolta permettono di apprezzare la vena horror dello scrittore, che troverà piena espressione in capolavori come L’isola del dottor Moureau, di cui si può forse intravvedere una traccia ispirativa ne Nell’osservatorio di Avu, che narra dell’incontro/scontro tra uno scienziato e un mostro alato, probabilmente un grande pipistrello, nella cornice di una stazione per l’osservazione astronomica ai margini della giungla del Borneo.