1943. Santafarra. Paolino Rasura ha sette anni e non vuole vedere il sangue dei pesci. Suo padre vorrebbe che diventasse pescatore, ma lui preferisce di gran lunga la scuola e creare cesti con il nonno. I suoi amici e persino la sua famiglia lo considerano un po’ strano, forse per quel suo particolare modo di usare la fantasia. Ecco perché lo chiamano ‘Ncantesimo. Paolino non ama quel soprannome, ma d’altronde si usa così. Anche la sua famiglia ne ha uno: Pelleossa. Quel giorno in cui arrivano gli Americani, tanto attesi da tutto il paese, decide di accettare una prova di coraggio per conquistare la sua autorevolezza all’interno del suo gruppo di amici e liberarsi di quel nomignolo tanto odiato, ma soprattutto per farsi accettare da Giacinto. Decide quindi di affrontare una prova di coraggio andando fino al Giardino. Il Giardino è un luogo misterioso, ci vive il Pazzo, Filippu, che trascorre le sue giornate scolpendo teste. Dovrà rubargli la mazzetta di cui ogni giorno rimbomba il picchiare in tutto il paese…

In un paese immaginario dell’entroterra siciliano, dai ritmi ancestrali, si snoda Pelleossa di Veronica Galletta. La voce narrante è quella di Paolino, le immagini, reali e immaginate, sono quelle che incontrano i suoi occhi. Ci immergiamo sin dalle prime pagine in un’epoca ormai lontana, senza alcuna difficoltà, grazie al linguaggio arcaico, sia delle voci che incontriamo che della narrazione. Una narrazione che, pur affidata a uno dei personaggi, diventa necessariamente corale. Veronica Galletta, grazie agli occhi e alle parole di Paolino, ci presenta capitolo per capitolo innumerevoli tipi umani, raccontandoci la Storia che fa apparentemente da sfondo, ma che scandisce inevitabilmente l’evoluzione e il cambiamento radicale delle cose, palpabile nei racconti e nei ricordi dei personaggi. Pelleossa è una storia di sentimenti e di paure umane, è una storia di accettazione. Accettazione delle tragedie come parte integrante della vita. Una storia profondamente umana, dove umana è la necessità di sognare per sopravvivere. Così come fa Paolino. Così come da sempre fa il genere umano.