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Perché Sanremo è Sanremo

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Il 29 gennaio 1951 è la data di nascita di quello che diventerà l’evento annuale di musica pop più atteso e, nel bene e nel male, più chiacchierato d’Italia. L’ingresso al Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, prima location del Festival, costa 500 lire (circa 8,54 euro di oggi) e si vocifera che l’evento sia stato organizzato per “strappare clienti” ai tavoli da gioco del vicino Casinò di Montecarlo. Nunzio Filogamo è il presentatore, ma solo nel 1952 utilizzerà il suo celebre “Cari amici vicini e lontani”... La diretta è radiofonica (solo qualche anno dopo il festival andrà in televisione) e la formula è più o meno la stessa negli anni (anzi decenni, visto che ha tagliato il traguardo dei 70 anni). Forse l’unica differenza sostanziale è che all’inizio è una gara di canzoni e non di cantanti, infatti il Festival della Canzone Italiana propone solo tre cantanti a esibirsi per tutte le canzoni in gara. Gli esperti dicono che si tratta dell’ultimo fiore all’occhiello della RAI che anche oggi sconfigge, per ascolti, tutte le prime serate delle altre televisioni. E soprattutto, ieri come oggi, per una settimana non si parla d’altro. Un palcoscenico sopra il quale sono passati tutti i più grandi, non solo italiani, da Dionne Warwick a Stevie Wonder e a Louis Armstrong, il cui assolo di tromba fu interrotto dal debuttante Pippo Baudo. E poi Wilson Pickett, Roberto Carlos, Paul Anka, Madonna e moltissimi altri: a Sanremo sono passati proprio tutti, anche coloro, tra i cantautori, che si sono tenuti lontani pure con un po’ di sdegno. Magari non avranno partecipato direttamente, ma di certo una canzone in gara, cantata da altri cantanti, l’hanno mandata! Per avere un’idea basti pensare che il Festival di Sanremo è nato “prima che a Cleveland scoprissero il rock”...

Ottima idea questo libro, congegnato in questo modo e dedicato al Festival di Sanremo, evento vituperato, criticato duramente, ma che tiene banco ogni anno per tutta la sua durata e anche oltre. Il volume è di agile consultazione, suddiviso per edizioni del festival - ciascuna con i suoi personaggi, gli eventi, le canzoni - e diventa anche uno strumento divertente per confrontarsi in famiglia, mettendo a “dura prova” i ricordi di chi c’era e la curiosità di coloro che non erano ancora nati. Le mamme sorridono nel trovare conferma della loro buona memoria e lo fanno anche attraverso cenni di canzoni che, per le nuove generazioni, rappresentano il “mai sentito”, i papà contribuiscono con i ricordi di concerti dal vivo o di canzoni riproposte anche sui palcoscenici della propria città. Insomma ci sono mille modi per usufruire di questo volume di storia della musica italiana e del costume del nostro Paese. Ci si forma e informa su uno degli eventi più longevi e più particolari della nostra Italia (non è un azzardo dire... di tutto il mondo!) e al tempo stesso si organizzano indovinelli per le generazioni passate che, in alcune occasioni particolarmente gradite, si ricordano anche gli abiti di scena del loro beniamino! Inoltre gli aneddoti riportati sono preziosi e divertenti. Presentatori, articoli di giornale, modalità di voto, ma anche eventi, i più importanti italiani e del mondo, alcune note sulle vendite dei dischi (vale, come sempre, la legge che chi non si piazza, vende però più degli altri), classifiche, personaggi in gara, tra gli ospiti e come supporto nella presentazione... insomma ci sono informazioni in abbondanza anche per passare qualche ora di lettura leggera e divertente, sempre che non sia anche piena di ricordi.