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Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo - Il calice degli dei

Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo - Il calice degli dei

Percy pensava di esserselo guadagnato, il diploma. È da quando ha dodici anni che combatte contro mostri e divinità e, per un semidio qual è, riteneva ciò sufficiente per arrivare a questo riconoscimento senza ulteriori fatiche. In fondo ha già salvato il mondo innumerevoli volte. E invece no. Eccolo lì a farsi strada, le braccia cariche di libri, tra i corridoi di una nuova scuola, dopo aver perso il terzo anno per colpa di un’amnesia magica, sulla quale è meglio sorvolare. L’Alternative High School ha sede presso una ex scuola elementare, il che significa che i banchi hanno misure adatte ai bambini e non ci sono armadietti: occorre portare con sé i propri libri da una classe all’altra. Percy sta cercando quella di letteratura, quando una voce all’altoparlante lo invita a recarsi all’ufficio orientamento, che si trova in quella che una volta doveva essere l’infermeria della scuola, dal momento che sul muro è disegnata una rana viola e triste con un termometro in bocca. La counselor per l’orientamento ha capelli grigi arricciati in file ondulate che fanno pensare a un allevamento di ostriche. Anzi, a guardare meglio, sono un allevamento di ostriche! Non serve molto tempo a Percy per capire che la donna, che dice di chiamarsi Eudora, è in realtà uno spirito del mare, una nereide per l’esattezza. È stata mandata dal suo capo, nonché padre di Percy, Poseidone, per affrontare la questione della sua domanda di ammissione al college. Percy ha le idee chiare in tal senso: vuole frequentare la New Rome University, in California, insieme ad Annabeth, la sua ragazza. Ecco, per l’appunto. Eudora gli spiega che, per essere ammesso alla New Rome, occorrono ovviamente alcuni requisiti umani, come i certificati degli esami e una valutazione psicoeducativa aggiornata. Servono tuttavia anche alcuni requisiti di ammissione speciali: tre lettere da tre divinità diverse. Ma come? si chiede Percy. Ha già portato a termine un sacco di imprese lui. Era convinto fosse sufficiente inviare a mezzo e-mail un semplice modulo standard. A quanto pare, invece, dovrà sudarsela eccome, quest’ammissione al college...

L’idea di scrivere un nuovo racconto, il sesto, incentrato sulle avventure del semidio Percy Jackson si affaccia alla mente del suo creatore, lo scrittore Rick Riordan, nel 2019, durante le trattative con la Disney per la realizzazione della serie Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. L’autore stesso spiega: «Ho continuato a scrivere del mondo di Percy in molti libri diversi, da molti punti di vista diversi, ma non ho scritto un romanzo in prima persona, Percy Jackson POV da The Last Olympian nel 2009, e non ho fatto un romanzo incentrato sul nostro trio classico, Percy, Annabeth e Grover, da The Lightning Thief nel 2005. Come puoi immaginare, questa è la richiesta principale che ricevo dai lettori: una sorta di Percy Jackson 6». Dopo avere quindi scritto da altri punti di vista, espandendo il mondo di Percy Jackson attraverso altri personaggi, Riordan torna a focalizzare la sua attenzione sul figlio di Poseidone, il semidio ormai cresciuto che, questa volta, non deve salvare il mondo, ma ha una missione se vogliamo ancor più complessa: ottenere l’ammissione al college, quello che anche la sua ragazza frequenterà. Per poter essere ammesso, Percy deve ottenere la lettera di raccomandazione da parte di tre dei e, per averla, tre missioni lo attendono, la prima delle quali consiste nel fornire a Ganimede, coppiere degli dei, il calice, andato perso. Al di là delle avventure, ogni volta spassose e avvincenti, che Percy e gli amici di sempre vivono, Riordan utilizza situazioni e personaggi per invitare il giovane lettore, cui il libro è destinato, a riflettere su alcuni temi importanti. Ci si riferisce per esempio a Ganimede, immortale dalla vita tutt’altro che meravigliosa, strappato alla sua esistenza mortale e trasportato sull’Olimpo senza possibilità di scelta, per volere di Zeus. Come in altri romanzi della serie, anche in questa occasione la figura del padre degli dei, prevaricatore e tiranno, riflette alcune realtà contemporanee, fatte di imposizioni e coercizioni che minano la libertà individuale e la possibilità di scegliere in totale autonomia e libertà il proprio futuro. Dietro lo specchietto per allodole rappresentato dall’immortalità, poi, si nasconde una delle paure che maggiormente spaventa l’umanità: quella di invecchiare. Parecchi spunti su cui riflettere quindi, ma anche una lettura appassionante, da non perdere se si è amanti del genere e se si è già avuto modo di apprezzare i precedenti volumi della saga.