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Percy Jackson racconta gli dei greci

Percy Jackson racconta gli dei greci

Non è che può parlare di tutti, ma proprio tutti gli dèi greci. Percy Jackson, semidio figlio di Poseidone, proverà a raccontarne alcuni. È chiaro che, poiché esistono un sacco di versione dei miti greci, qualcuno potrebbe storcere la bocca ai suoi racconti. Allora Percy mette da subito le mani avanti: lui ha intenzione di narrare la versione che a suo parere ha più senso. Comincerà raccontando come è nato il mondo secondo gli antichi greci, versione piuttosto incasinata, ma interessante. Quindi attenzione, pronti e via. All’inizio non c’è nulla, ma tanto nulla, ovunque. Il primo dio è Caos: una nebbia cupa, un baratro, una sorta di buco all’interno del quale vortica tutta la materia del cosmo. Poi parte di quella materia si solidifica e diventa la Terra che in seguito sviluppa una personalità vivente che si chiama Gea, la Madre Terra. Gea, quindi è rocce, colline, valli. Ma può anche assumere sembianze umane: una matrona vestita di una tunica a fiori che ha il sorriso gentile, ma nasconde un carattere niente affatto semplice. Dopo qualche tempo trascorso tutta sola, Gea decide che è arrivato il tempo di creare il cielo, una bella cupola protettiva azzurra di giorno e nera di notte. Il cielo, che decide di chiamarsi Urano, ha anch’esso la facoltà di trasformarsi in umano. Da cosa nasce cosa, si sa; ed ecco allora che Gea e Urano, che assume l’aspetto di umano alto e atletico, si innamorano e si sposano. Intanto Caos decide di creare una cupola simile al cielo, ma posizionata sotto Terra. E nasce così Tartaro, il Pozzo del Male. Poi dà vita al dio Ponto, la coscienza dei primi mari. Sia a Ponto che a Tartaro piace Gea e ovviamente ciò crea non poche frizioni con Urano. Infine Caos crea anche Eros, il dio della procreazione ed è a questo punto che Gea e Urano cominciano ad avere figli, con risultati piuttosto eterogenei. Dapprima Gea ne sforna dodici, sei maschi e sei femmine. Sono i Titani, che hanno un aspetto umano, ma appaiono decisamente molto più alti e molto più forti. Dopo la loro nascita, il matrimonio tra Gea e Urano comincia a mostrare le prime crepe: Urano passa sempre più tempo a oziare in cielo e non c’è verso che dia una mano alla moglie…

Gli dèi legati alla mitologia greca hanno da sempre dimostrato di aver un carattere piuttosto particolare e imprevedibile e Percy Jackson – figura nata dalla penna dello scrittore Rick Riordan – ne sa qualcosa. D’altra parte è lui stesso un semidio – suo padre è niente di meno che Poseidone – e conosce le conseguenze a volte piuttosto complesse delle loro peculiarità. Lo sguardo privilegiato con cui Percy osserva il variegato universo che popola l’Olimpo gli permette di narrarne anche le gesta e le caratteristiche meno note. D’altra parte, la sua familiarità con il mondo degli dèi gli consente di osare titoli piuttosto sfacciati per le loro imprese. Ecco allora che racconta di Ade che ristruttura casa e di Atena che adotta un fazzoletto; di Ermes che rischia il riformatorio o di Ares, che è il più macho di tutti. Chiunque abbia letto i precedenti volumi dedicati al simpatico eroe creato da Riordan ne conosce le abilità oratorie, l’ironia ma anche l’accuratezza nel racconto. E anche questa volta Percy offre al giovane lettore, cui il romanzo è rivolto, la storia di avventure e passioni, amori e fratricidi, bugie e colpi di genio. E si tratta di racconti non certo improvvisati: al di là del tono dissacrante con cui le vicende degli abitanti il monte Olimpo vengono raccontate, si nota la cura e la precisione con cui sono state condotti studi storici delle fonti cui attingere, alla ricerca di ogni segreto di un mondo tanto vasto quanto affascinante. Riordan offre al lettore una guida composita e approfondita, che permette ai più piccoli di avvicinarsi a divinità complesse e interessanti che ne hanno combinate di tutti i colori e le cui vicende meritano di essere conosciute e ricordate. Una lettura spassosa, scorrevole e istruttiva, come sono da sempre quelle che portano sulla copertina la firma di Riordan.