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Perdersi a Roma

Perdersi a Roma

La Roma del centro storico ammirato da tutti, la Roma delle periferie che sono piccoli paesi, la Roma degli angoli nascosti e sconosciuti. Dove è bello perdersi ma anche ritrovarsi. La Roma dei trenini metropolitani che attraversano mondi e culture. Dei bar storici e di quelli meno famosi, a volte sostituiti da fast food o “kebabbari”, che fanno da spartiacque tra i diversi quartieri o sono l’unica oasi di salvezza in una domenica mattina. Ma soprattutto, la Roma dei ricordi e degli aneddoti, quelli raccontati da chi ha avuto la fortuna di passarci o viverci, scrittori, intellettuali, poeti, tutti a loro modo “romani”. Erri De Luca da Napoli è arrivato qui per fare il manovale nel 1988 e ci racconta di come un tempo a Roma ogni quartiere avesse un suo tipico odore, di Centocelle e Primavalle, della sua Trastevere. Vincenzo Cerami, nato all’Alberone e poi trasferitosi in un piccolo appezzamento di terreno a Ciampino con tutta la famiglia, studia lì incontrando nella sua strada durante le medie Pasolini. E ancora, la Roma gonfia d’arte e di morte raccontata da Valerio Magrelli, che ci ricorda di come la città sia stata saccheggiata, distrutta – anche per scopi “terapeutici” – ma più di tutto abitata da grandi artisti…

Citazioni, aforismi, racconti sulla Città Eterna si mescolano alle spiegazioni semiserie e a tratti molto personali dell’autore sui diversi angoli di una città piena di contraddizioni e di umanità; una cittadinanza fatta di mille diverse sfumature e altrettanti dialetti. A Roma convivono il provinciale che si ritrova a vivere la sua personale sfida con quello spazio immenso e il romano “di sette generazioni” che si lamenta ogni giorno ma che non riesce ad andarsene mai. Un tour, più che una guida, che attraversa le strade, soprattutto quelle meno battute dai turisti, tra le migliaia di Smart che la popolano, le piccole e fastidiose minicar, i SUV ingombranti e poco adatti ai vicoletti del centro. Perché Roma, e questo purtroppo non è un luogo comune, è una città in cui non ci si può muovere con i “mezzi” (così definiscono i romani i trasporti pubblici). Ma forse per questo diventa quasi più sorprendente e piacevole – perché più complicato rispetto ad altre città – scoprire quel piccolo bar, quello scorcio meno fotografato, quei romani che sembrano spariti. Il capitolo finale, dedicato a ciò che è stato detto di Roma, fa spesso sorridere, perché ben poco sembra cambiato in questa città, fondata, come diceva Saba, su un fratricidio piuttosto che su un parricidio come successe in altre civiltà. Amelia Rosselli, Volponi, Pavese, Tondelli: voci che potrebbero essere state raccolte pochi giorni fa, tanto sembrano attuali. Voci diverse che sembrano però convenire tutte con quello che Nikolaj Gogol’ diceva di questa città: “Di Roma ci si innamora lentamente, ma per sempre!”.