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Pesca al cantautore in Emilia e altre storie in vinile

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“L’idea che per suonare non sia necessario imparare la musica è il fondamento estetico di ogni band che si rispetti. La parola d’ordine è: andare a orecchio. Altrimenti il rock sarebbe uguale alla scuola, coi suoi noiosi obblighi di studio”. Questo il manifesto estetico del narratore e dei suoi amici Morgan, il Bello e Mappo: giovani della provincia modenese di metà anni Sessanta in fissa con i Beatles e movimento beat che tentano di strimpellare quattro accordi e di suonare il più possibile dal vivo. Ma non sono di certo i palchi blasonati dei club più “in” la loro destinazione: per le loro esibizioni più che amatoriali bastano infatti bar di provincia, mercati e feste improvvisate a scaldare l’ambiente e la temperatura interiore. La musica per i ragazzi della Swinging Modena diventa uno stile di vita, che fa crescere i capelli e aumenta la possibilità di risultare fascinosi al cospetto delle ragazze di turno. Il tutto mescolato a un vortice di personaggi provinciali che sembrano usciti da Amarcord di Fellini e accompagna il narratore attraverso le sue peripezie tra filosofia di paese spicciola, aneddoti tragicomici, un’onnipresente ed elevata quantità di sonno e una buona dose di schietto umorismo emiliano...

Il nuovo libro del giornalista e scrittore Roberto Barbolini, già collaboratore di “Panorama” e oggi in forza a “QN” e “Tuttolibri”, richiama nel titolo parodicamente Pesca alla trota in America di Richard Brautigan, un piccolo grande testo culto dei Beat. Inevitabile intuire già da questa citazione come lo scrittore vada a parare su un terreno parodistico per costruire lo stile della storia. Infatti il libro è una raccolta di vicende che si intersecano tra di loro come un mosaico in fissa con il sound musicale degli anni Sessanta (Nomadi, Gino Paoli, Rolling Stones, Who, Hendrix, Yardbirds, etc.) e la narrazione in prima persona di aneddoti su personaggi più o meno bizzarri, da sempre anime imprescindibili di qualsiasi provincia. Il bello, il matto, il maledetto, la pescivendola, le zanzare delle valli di Comacchio, e il giovane narratore che tenta di dare un senso alla pazza vita del quotidiano italiano degli anni Sessanta, per capire qualcosa sul suo piccolo grande mondo. Un concentrato di ricordi e di nostalgia che si legge piacevolmente, in bilico tra sorrisi e malinconia, contornato da una grande e forse irripetibile colonna sonora.