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Piazza Libia

Piazza Libia

Giovanni vive dell’aiuto delle persone che si sentono in dovere di soccorrere chiunque sia in difficoltà. Se non lo avesse sistemato suo fratello in un garage, probabilmente non saprebbe nemmeno dove andare a dormire. Non ha una formazione accademica e nemmeno scolastica. Era impiegato come magazziniere fino a quando il datore di lavoro lo ha avvertito che non c’era più posto per lui; da allora non ha trovato nessuno disposto ad assumerlo. Adesso ha passato i cinquant’anni da un bel po’ e trascorre gran parte delle sue giornate in Piazza Libia, sulla panchina a fianco dell’edicola, dove il giornalaio tiene sotto controllo costantemente la zona; non si muove foglia senza che lui non se ne renda conto e, malgrado non abbia un’opinione proprio positiva di Giovanni, ha notato la sua abilità nell’intrattenere i passanti. Sa affrontare vari temi, dalla cultura umanistica e dalle riflessioni sociali fino alle vicissitudini avverse dell’economia, e le persone spesso apprezzano la sua compagnia. Ritiene che l’uomo sia un essere complesso, difficile da comprendere, a volte crudele con sé stesso e con gli altri. Giovanni non ha molti amici, ma viene a contatto con un gran numero di persone e per lui avere tante conoscenze rappresenta una considerevole ricchezza; quando ha festeggiato il suo compleanno in Piazza Libia oltre all’edicolante e alla ragazza che lavora per lui come commessa, erano stati invitati pochissimi ospiti. Il suo migliore amico è uno straniero che ha seri problemi economici almeno quanto lui, un rifugiato proveniente dall’Europa Orientale, mentre è innamorato di una donna, anche lei nell’indigenza, ma non è mai riuscito a far sbocciare una storia d’amore. Giovanni ha sentito spesso parlare del professor Fumagalli, l’insegnante alle scuole medie di materie letterarie del poeta Giampiero Neri – quest’ultimo può essere annoverato tra i suoi pochi amici - e non ha mai dimenticato una delle frasi ormai celebri del docente. Quando gli fu chiesto perché non si trasferiva a Inverigo poiché ogni giorno percorreva una lunga strada per raggiungere tale località, il professore rispose al suo curioso intervistatore sostenendo che tutto questo era impossibile: “E dopo, dove vado?” Per Fumagalli era essenziale avere una meta a cui tendere, un posto da raggiungere che equivale a un obiettivo da realizzare, in caso contrario la vita perde di significato. Probabilmente anche Giovanni ha una meta da raggiungere, ma la maggior parte delle persone non capisce quali sono gli ideali che lo sollecitano a procedere...

Giampiero Neri – pseudonimo di Giampietro Pontiggia – è uno dei maggiori poeti italiani viventi. In questa breve raccolta di prose poetiche conferma il suo stile, legato alla narrazione di eventi dove i protagonisti sono persone conosciute dall’autore descritte nei loro caratteri più incisivi. Il palcoscenico su cui si muovono i personaggi di Neri è Piazza Libia, vicina alla città di Milano è il luogo dove il poeta ha trascorso buona parte della vita. “Ho vissuto l’infanzia e la giovinezza a Erba – spiega Neri – un luogo completamente diverso da Piazza Libia e in generale dalla città di Milano. Nelle metropoli le persone sono sempre in continuo movimento, sono talmente concentrate nei loro impegni che finiscono per non sapere chi sia il vicino di casa. Io però le persone, se ne ho la possibilità, voglio sempre comprenderle a fondo. Sono d’accordo con Giovanni, conoscere il prossimo è veramente una ricchezza”. Quest’ultimo è il personaggio a cui Neri ha dato maggiore spazio nella narrazione che si va sviluppando nelle sue prose poetiche. Anticonformista come pochi, dissacratore e capace di comprendere l’animo umano nelle sue sfaccettature nascoste, Giovanni pagina dopo pagina si delinea a tuttotondo al lettore, anche nei difetti che l’autore non manca di raccontare – ad esempio i suoi momenti di estremo nervosismo, come se volesse colpevolizzare gli altri delle sue mancanze – perché come sostiene lo stesso protagonista, noi siamo identificati principalmente proprio dai nostri difetti. Oltre a Giovanni il poeta ripropone alcune figure ormai celebri per i suoi lettori - a cominciare dal professor Fumagalli per continuare con il pittore amante dei gatti - ma anche personaggi nuovi come l’adorabile avvocatessa che prende il caffè in Piazza Libia, il panettiere laureato in lettere estremo amante del suo lavoro e l’ex collega di banca che ha aperto un apprezzabile negozio di rilegatura dei libri. Ma sopra tutti e sopra tutto rimane Giampiero Neri, che come un abile burattinaio muove i suoi fili, bravo a spremere al massimo il poco spazio che si concede nelle sue prose poetiche per mettere in luce gli aspetti essenziali dei personaggi. La raccolta si interrompe con un’ultima riflessione, un troncamento per lasciare intendere che il lavoro del poeta è ancora lontano dal suo compimento, continuerà inevitabilmente in futuro con altri volumi.