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Piccoli dèi

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Su Lan è una giovane donna in ospedale perché sta per partorire. Ha un volto minuto, lineamenti comuni al punto che non c’è nulla che potrebbe farla ricordare, nessun particolare, quasi come se fosse un foglio bianco. È questo che pensa l’infermiera che lei ha bloccato perché sta male e perché teme di non essere accolta in ospedale a causa del fatto che lei e il marito non sono di Pechino e anzi sono arrivati da appena una settimana. L’infermiera è molto colpita e al tempo stesso infastidita. Aggira Su Lan ed entra in sala operatoria, dove è appena cominciato il primo cesareo della giornata. Il maschietto che nasce riceve subito le sue prime cure: lo prende in braccio, lo porta alla nursery ancor prima che il chirurgo cominci la ricucitura della ferita della madre. È un giorno pieno di nuvole e la luce grigia entra nell’unica finestrella della stanza dove si trovano i neonati. L’infermiera ripensa a Su Lan: sono ben vestiti quei due, sicuramente di città, anche se non di Pechino. Ma allora perché pregano per avere assistenza? Quando, a mezzanotte passata e anche a turno abbondantemente finito, l’infermiera sta facendo il bagnetto a una neonata per pulirla dal liquido amniotico, comincia ad arrivare una lunga serie di feriti. Al contempo non è arrivata nessuna sostituzione per lei e non può abbandonare tutti quei neonati! Intanto asciuga la bambina e mentre controlla l’etichetta che ha nel piedino, legge il nome della madre, Su Lan, e ricollega subito il nome a quel volto sofferente, alla donna che quella stessa mattina le ha chiesto di aiutarla. Un altro bambino appena nato viene portato nella nursery, la collega l’avvisa del caos che c'è fuori con tutti quei feriti che continuano ad arrivare: ovunque c’è sangue, ovunque ferite che vengono classificate dalle sue colleghe mentre le fasciano e i volontari all’obitorio stanno preparando la lista di chi non ce l’ha fatta. È lo stesso giorno del massacro di Piazza Tienanmen...

Certo che Su Lan è proprio una donna strana, ma di quelle che ti fanno venire in mente mille pensieri sui modi di dire, sulle considerazioni che il mondo fa sugli studiosi, soprattutto di matematica e fisica, con le loro vite concentrate solo sui numeri. Poi c’è l’incapacità che a volte si ha di amare, ma anche di farsi capire, di impedirsi di dire bugie. Ci vuole tutto un libro per ricostruire la storia di Su Lan e poi in realtà molti “perché” restano senza risposta e ci risulta difficile capire i motivi di tante complicazioni, o il perché tiene sulla corda due uomini senza amarli probabilmente, ma scegliendo proprio i due più brillanti di tutta la scuola. È complicato anche per la figlia spiegarsi la ragione di molti aspetti oscuri tanto che Liya deve ripercorrere tutte le tappe della vita della madre, alcune delle quali non le conosceva proprio, in un Paese che ha lasciato da bambina e attraverso una lingua che si è dimenticata, visto il suo vivere in America! A ben guardare poi, le bugie non riguardano solo Su Lan: il marito la molla con una creatura appena nata, sparendo e facendo perdere le sue tracce, cambiando identità e professione, mentre approfitta del caos di Tienanmen. Li Yong Zong, anzi, si comporta come un bambino viziato, volendo fortemente la moglie, perseguendo la professione di medico, ecc. e poi annoiandosi quasi subito e abbandonando tutto. Figlia appena nata compresa. Per uno così il massacro di Piazza Tienanmen è quasi un punto di svolta, l’occasione per nascondersi fra centinaia di corpi, facendo perdere le proprie tracce per sempre. Forse è proprio per questo che Su Lan nasconde alla figlia la sua data di nascita, per non ricordare quei terribili momenti in cui ha “perso” il marito.