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Pico, Circe, i mostri di Bomarzo e altri esseri fantastici del Lazio

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Circe vive vicino al monte, a precipizio sul mare. D’estate ha un piccolo chiosco sulla spiaggia ma si dice che sia una maga terribile e cattiva che, con i suoi intrugli, trasforma i bambini in animali addomesticati. La volpe che gira spesso intorno al chiosco la sera, ad esempio, pare sia Giulia, che a giugno è venuta al mare con i suoi genitori. Poi ci sono i mostri di Bomarzo. E Pico e Canete: lui è un ragazzino simpatico e generoso con una felpa rossa con il cappuccio, molto amico di lei, una ragazza bellissima che canta come un usignolo. La loro è una storia triste, perché un giorno, durante una gita scolastica, Pico si è messo a rincorrere un cinghiale spuntato dal bosco e da quel bosco non è più tornato. E il serpente di Gaeta, che ha una bocca enorme, la spalanca e ti inghiotte in un sol boccone! C’è anche Beatrice Cenci, la fantasma ragazzina che vaga intorno a Castel Sant’Angelo, spronando il popolo di Roma a ribellarsi ai soprusi. Sempre a Roma ci sono anche Mosé e Pasquino, o meglio le loro statue...

Questo è una delle 21 pubblicazioni della collana “147 mostro che parla!”: 7 mostri per ciascuna delle 21 regioni italiane. In questo libro si raccontano, per l’appunto, 7 storie su 7 mostri del Lazio. Al termine di ogni storia, una scheda tecnica sul mostro raccontato e, alla fine del volume, la proposta di un’attività da svolgere. Giovanni Nucci, lo scrittore, e Andrea Calisi, l’illustratore, sono entrambi romani perché l’ideatrice e curatrice della Collana, Teresa Porcella, ha voluto che, per ciascun volume, gli autori fossero della regione di cui si parla. L’autore è anche il lettore delle storie che si possono ascoltare leggendo il QR code in quarta di copertina. Il libro è redatto con carattere tipografico ad altra leggibilità ed avendo cura di alcune soluzioni, valutate da un’équipe multidisciplinare, che facilitano la lettura anche a chi ha delle difficoltà – come ad esempio il testo non giustificato o il fatto che le parole chiave siano distinte per colorazione, in base alla loro funzione nel testo.