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Piovono bombe

Piovono bombe

Marta De Rossi è la sorella maggiore di Diego. Viviana li ha cresciuti da sola, dopo che il padre ha deciso di andarsene di casa, in cerca di relazioni meno impegnative. Tutti i ragazzi della scuola sognano di uscire con lei, la star assoluta, una reginetta ancora inconsapevole della propria omosessualità, e la sua popolarità offusca Diego, più timido e riservato, al limite dell’anonimato. La passione per la musica e la voce incantevole la spingono ad intraprendere la carriera di cantante, così vince X-Factor e partecipa al Festival di Sanremo tra i big. Diego invece imbocca la strada dello studio, affascinato dall’antropologia. Entra in contatto con ambienti anarchici, simpatizza con Colin Ward, “l’inafferrabile mito dell’antagonismo internazionale”, e inizia a nutrire un sentimento di disprezzo nei confronti del mondo occidentale, che combatte per motivi ideologici diventando un terrorista politico. Partito come cooperante in Siria, per aiutare le organizzazioni che operano sul territorio a sostegno della popolazione flagellata dalla guerra civile, viene sequestrato nei pressi di Aleppo da un gruppo jihadista. Marta e Diego vivono l’infanzia e l’adolescenza come fratelli inseparabili, ma la morte della madre causa la loro separazione definitiva. Ciascuno vive la propria vita percorrendo strade diverse, ma il passato di entrambi è cosparso di molti errori. Ognuno arriverà a prendere coscienza di sé stesso e della propria natura, e di conseguenza a compiere scelte determinanti...

Dopo Andrà tutto bene, Fuori tempo massimo e Storia di un amore all’anatra, con il quarto romanzo, Piovono bombe, la finzione creativa di Stefano Iannaccone, scrittore e giornalista, ci conduce in una prigione in Siria, nella zona di Aleppo, durante la guerra civile, e nel mondo rutilante dello spettacolo, dal talent-show X- Factor al palco del festival di Sanremo. Viene subito da chiedersi come possano conciliarsi due filoni narrativi così differenti. In effetti l’autore sviluppa i due soggetti in modo parallelo, come fossero due correnti d’acqua che sgorgano da un’unica sorgente, seguono percorsi differenti, per poi riunirsi alla stessa foce. Così leggiamo della vita e dei destini di Marta e Diego, due fratelli così uguali e così diversi, uniti da un passato doloroso, segnato dall’abbandono del padre e dalla scelta di congedarsi dalla vita, assunta dalla madre malata di Alzheimer. La sofferenza che segna gli animi dei fratelli li condurrà nel corso degli anni a prendere coscienza di sé, sebbene in modi completamente differenti. Marta coinvolta nel vortice del mondo dello spettacolo, dove tutto è costruito e nulla c’è di vero, Diego invece diventa nemico di quel mondo occidentale che tanto odia e si immerge in ambienti anarchici, diventa un terrorista politico e parte come volontario in Siria, divenendo ostaggio di una cellula jihadista. Separati da anni, ciascuno di loro cercherà di riparare agli errori commessi, e le scelte finali non saranno prive di conseguenze. Tanti i temi toccati dall’autore, attuali e fortemente connessi alla vita quotidiana. L’autore ricorre più volte alla piacevole tecnica narrativa della retrospezione, arrestando momentaneamente il succedersi degli eventi per rievocare fatti già avvenuti rispetto al punto in cui è giunta la narrazione. È probabile che al termine del libro verrà voglia di ascoltare Back to Black di Amy Winehouse, ma è bello lasciare al lettore scoprire se è vero, e soprattutto perché.