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Piranesi gli scritti

Piranesi gli scritti

A metà del Settecento Roma è una città culturalmente molto vivace. Ci sono biblioteche fornitissime; c’è il Collegio dei gesuiti a rappresentare un essenziale punto di riferimento; ci sono diverse e prestigiose Accademie. E, soprattutto, le rovine che attestano una storia unica, che attira grandi personalità da tutta Europa. Winckelmann, ad esempio, ma non solo. Qui il veneziano Piranesi arriva nel 1740 e si inserisce da protagonista nella vita dell’Urbe. Avvia infatti un’intensa attività creativa, che gli frutta un notevole capitale. E si segnala per la sua vivacità polemica, affidata ad alcuni scritti teorici che, a detta di qualcuno, egli non avrebbe in realtà composto. In un primo tempo l’architetto-incisore immette nel mercato stampe senza testo. Poi decide di passare alla scrittura per mettere a fuoco le sue idee estetiche e per rintuzzare gli attacchi polemici degli avversari. Diventa così il campione dell’anticlassicismo, poiché contrasta vigorosamente il filo-ellenismo trionfante, rivendicando la priorità della tradizione etrusco-romana, rispetto a quella greca. Lo fa guardando alle osservazioni di un Vico. Ma, soprattutto, saldando la riflessione teorica all’osservazione pratica…

Pierluigi Panza ha raccolto in questo corposo volume cinque tra gli scritti più rilevanti di Piranesi. In essi, nota l’autore, l’architetto sfoggia una cultura artistica notevole e un’erudizione che si alimenta non solo mediante la consultazione delle ricche biblioteche romane, ma anche dell’osservazione concreta. La sua attività di scrittore e polemista comincia negli anni Sessanta. Risale infatti al 1761 il primo, e più ampio, testo qui riprodotto: Della magnificenza ed architettura dei romani. Piranesi, rimarca Panza, inaugura così quella linea filo-romana a cui, sia pure con qualche oscillazione, resta fedele fino alla fine. Lo studioso correda i testi di Piranesi con note illuminanti, con le quali guida il lettore attraverso una trattazione a volte disordinata. Perfino costellata da alcune sviste, puntualmente rilevate. Felice anche la scelta di inserire in coda al volume un profilo sintetico, ma completo, dell’attività compositiva di Piranesi. Quest’ultima rappresenta in effetti un documento prezioso per ricostruire le vicende della vita culturale della Roma papalina, in bilico tra tradizione e innovazione. Mentre si afferma quell’Illuminismo di cui Piranesi fu convinto avversario.