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La fiamma

La fiamma

La ricerca di sé passa dal cuore, dalle emozioni, dal fuoco della passione e si esprime tramite l’arte, il lavoro rigoroso e faticoso dello scrivere. Mentre si affaccia il rimpianto per non aver iniziato prima, limitandosi a vivere una vita impastata di amore, quello travagliato che scatena domande, che si intreccia con il desiderio e con la fatica di trovarsi in un mondo nel quale sembra tutti abbiano le risposte quando invece lui è consapevole di non avere alcun codice per interpretare nulla, neanche l’amore che prova. Niente appare sollevarlo dal peso dell’esistenza, nonostante il bisogno e l’urgenza di sentirsi leggero, nonostante la fame di verità. Versi come macigni che raccontano la guerra, la fede e la religione, la morte, la salute del corpo e dell’anima. Fallimenti e desideri, gioie e dolori che trovano spazio nella parola, nella poesia, nella scrittura, unico porto sicuro. Presente e passato, vita e sogno, realtà e ricordi si mescolano alla fine della vita. Pensieri e dialoghi con il maestro Roshi che fanno da contraltare ad emozioni come fiamme che illuminano, che bruciano, che riscaldano. Con la forza di affrontare il cammino e la potenza di guardare dritto negli occhi la vita, ogni giorno, senza mentire. Soprattutto a se stessi...

La fiamma, raccolta pubblicata postuma, è una ricca e complessa collezione di scritti e illustrazioni, così come complessa è stata la sua gestazione. Prima di morire, Leonard Cohen (il cui primo libro di poesie, seguito da numerosi altri e da due romanzi, fu pubblicato subito dopo la laurea), noto cantautore con quattordici album all’attivo, ha selezionato personalmente ed organizzato (insieme al professor Robert Faggen che ne ha curato l’editing) il materiale da inserire: oltre tremila pagine scritte in sessant’anni di vita. Parole appuntate su decine di quaderni e fogli improvvisati per l’urgenza di scrivere, di raccontarsi, di fermare i pensieri. La fiamma mette insieme scritti (poesie inedite, testi di canzoni, un interessante scambio di e-mail con l’amico Peter Scott fino alle ultime ventiquattr’ore di vita e il discorso di conferimento del premio Principe delle Asturie del 2011) e, su indicazione dello stesso Cohen, raccoglie circa settanta autoritratti (selezionati dalla professoressa Alexandra Pleshoyano fra oltre trecentosettanta), ventiquattro disegni e venti riproduzioni di alcune pagine dei quaderni. Il linguaggio diventa la guida per orientarsi tra le numerose pagine della raccolta: parole dirette, concrete che arrivano dritte al cuore. Come le canzoni che da sempre raccontano l’amore e l’incapacità di sottomettersi ai valori della massa. Nessuna omologazione, nessuna cultura di massa può rivelare all’uomo ciò che è nel profondo.