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Poesie d'amore per donne ubriache

Poesie d'amore per donne ubriache
"Le tirai giù le mutande / ma avevo anche una mezza idea / di ritirargliele su / quella tristezza /che ti assale all'improvviso / con quelle persone che dicono / adoro Van Gogh / stavamo con la porta chiusa / nella sua camera cattolica /e lei mugolava /senza che avessi ancora fatto nulla". Il mondo delle donne è variegato. Le donne inglesi sono più timide rispetto alle italiane, ma tutte hanno una cosa che le accomuna. La Passione.  Camere anonime, amplessi consumati in fretta e in silenzio per non essere sentiti da padri troppo severi. Mutande sporche, puzza di calzini, solitudine e affanni. Il protagonista attraversa il mondo femminile come un coltello attraversa facilmente un panetto di burro ormai sciolto. Come potersi salvare da una crisi isterica? Cosa fare quando non si riesce ad avare un’erezione?
L’animo femminile è stato sempre un mistero per gli uomini,  ma davvero c’interessa così tanto scoprire cosa desiderano le donne? Questa credo sia la domanda che si pone il protagonista di queste microstorie. L’autore descrive situazioni malinconiche, amplessi squallidi e aridi. Ma non bisogna soffermarsi sulla descrizione a volte minuziosa dell’attività sessuale del protagonista, bisognerebbe andare più a fondo e scoprire che c'è qualcosa di più, una ricerca smaniosa di sentimenti, di spazio da riempire, di avventura. Non lasciamoci distrarre dal sesso. La scrittura di Alberto Calligaris prende dalla prima riga, ci mostra la quotidianità fatta di piccole cose, di gesti semplici. Il protagonista (forse l’autore stesso, chissà) non ha peli sulla lingua, è diretto, ignavo, e spesso questo suo modo di agire lo traporta in situazioni estreme e tragicomiche. Le pagine scivolano veloci e inafferrabili e ciò che ci rimane è la gioia di aver letto qualcosa di vivo e pulsante.