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Posso cambiarti la vita

Posso cambiarti la vita

Perla ha quindici anni e frequenta la classe seconda al Liceo tecnologico Margherita Hack di Firenze. La sua non è proprio una vita facile: il padre se n'è andato e si è rifatto una famiglia in Germania, senza mantenere alcun rapporto con la figlia, mentre la madre dopo la separazione è morta di un cancro alle ossa. A scuola le cose non vanno meglio: a causa della sua obesità Perla è bersaglio di violenti attacchi sui social da parte dei compagni, che nemmeno in classe smettono di torturarla con continue prese in giro e scherzi di pessimo gusto. Così Perla, quando finalmente scende dal pullman che la riporta a Poggio in Chianti dove vive con la nonna, si butta sul cibo e sui libri, colmando in questo modo il suo bisogno di affetto e sfogando la sua frustrazione. Assieme al cibo, anche la rete e gli stessi social, come Teen Think, in cui però è continuamente derisa da profili anonimi dietro ai quali si nascondono con volgarissimi nickname i suoi stessi compagni, diventano qualcosa a cui attaccarsi, cercando di salvarsi dalla cattiveria della gente e di trovare un senso alla sua esistenza, che talvolta pare non averne…

In Posso cambiarti la vita, attraverso la storia di Perla, Divier Nelli analizza da vicino il fenomeno del cyberbullismo, innanzitutto dal punto di vista della vittima che, a causa della sua fragilità psicologica, non riesce a reagire ad attacchi sempre più spietati e volgari, ma anche del “branco” che sente tutta la forza del gruppo e dell’anonimato garantito da social poveri di regole e di limitazioni chiare. Da una parte la vittima si sente sempre più sola e disperata, dall’altra il gruppo risulta sempre più potente e violento: è proprio in tale condizione psicologica che chi subisce atti di cyberbullismo, come Perla, pur di uscire dalla situazione in cui si trova, può arrivare a perdere il controllo di sé e delle proprie azioni o compiere gesti estremi, per smettere di soffrire e per cambiare la propria vita. Così Perla si butta nella “rete” e accetta un’enigmatica offerta di aiuto che, come le bambole racchiuse in una grande matrioska, prevede ad ogni passaggio un ulteriore compromesso con se stessi e con la propria coscienza, tenendo allo stesso tempo il lettore avvinto fino all’ultima pagina.